Il notiziario Bobbiese

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La colonia Carenzi

13th aprile 2010

Sul mio libro “Cento anni di storia bobbiese” un articolo del 23 luglio 1933, su cui si parlava dell’apertura della colonia elioterapica fluviale, faceva pensare che la Colonia Carenzi fosse stata aperta nell’anno 1928, ma dopo il ritrovamento di questo articolo abbiamo dovuto ricrederci e rivedere sotto una nuova luce questo avvenimento.

La Colonia elioterapica fluviale era sì aperta nel 1928, ma la sua collocazione era nel vecchio stabilimento dei “Bagni” di Sant’Ambrogio, chiuso per mancanza di acqua solforosa.

Da la Trebbia del 4 settembre 1937

L’inaugurazione della colonia Carenzi

In una gioconda atmosfera di fede e di entusiasmo fascista si è svolta l’annunciata cerimonia inaugurale della colonia elioterapica fluviale “Giuseppe Carenzi”.

Le benedizioni del popolo verso il Duce, creatore di questo clima mirabile di solidarietà verso il popolo si sono intrecciate con le benedizioni al generoso donatore della colonia il quale ha scritto una pagina nella storia dei bene per Bobbio. Tanto che da oggi Giuseppe Carenzi è divenuto cittadino benemerito del nostro Comune.

Giornata movimentatissima. Le vie della città e le strade che conducono alla colonia sono tappezzate di striscioni inneggianti al Duce al Fascismo e alla fanciullezza pupilla del Regime.

Alle ore 10 vari torpedoni portano a Bobbio tutte le maestranze della Ditta Carenzi. Il Carenzi è con loro poiché ilò bravo industriale nelle sue giornate di maggior gioia vuole a se vicini i suoi collaboratori. Queste maestranze disciplinate ed inquadrate seguono il loro principale sino al monumento ai Caduti in piazza S.Francesco ove viene posta una corona di alloro. È presente un numeroso stuolo di amici personali del cav. Carenzi.

La cerimonia di inaugurazione è fissata per le ore 16 ma sino dalle 14 la popolazione e i membri di titte le istituzioni della città si avviano a piedi o con gli automezzi a S. Ambrogio.

Le strade brulicano di popolo. Sono presenti specialmente le mamme che da tempo conoscono i benefici delle colonie e degli asili-nidi per i bimbi delle mondariso: e sono accompagnate dai propri figlioli, garrulo stuolo di piccoli verso cui si tendono le amorevoli cure del Fascismo.

Dalla vicina Piancasale giungono le scolaresche e le massaie rurali recanti doni.

Ovunque sventolio di vessilli, bandiere fiamme, gagliardetti seguiti da fascisti: questi si inquadrano sul piazzale antistante la colonia, quelli si allineano sulla terrazza. L’edificio contornato da alti pennoni, con le finestre vestite di tricolori, pare che senta anch’esso il palpito festoso della giornata.

All’ingresso della colonia si vanno intanto adunando tutte le autorità e cioè il Podestà e componente il Direttorio Federale camerata cav.Renati, S.E. Mons. Vescovo, il Direttorio del fascio, il Presidente dell’O.N.B., la Segretaria del Fascio Femminile, il comandante del Fascio Giovanile, il camerata Bosi ispettore di zona dei Sindacati, il comandante la M.V.S.N., l’Ispettore Amministrativo di zona , i Podestà, i Segretari ed i Direttori dei Fasci dell’8ª Zona, i Dirigenti delle Associazioni combattentistiche, la Società Operaia di M.S., il Pretore di Bobbio, il Maresciallo dei CC.RR.

La banda del locale Dopolavoro eleva le note degli inni patriottici mentre lungo il viale di accesso alla colonia si schierano gli organizzatori dell’O.N:B. e i Giovani Fascisti in divisa. Davanti all’edificio prestano prestano servizio d’onore una squadra di militi e una squadra di Giovani Fascisti.

Uno squillo di attenti annuncia l’arrivo del Federale seguito dal Questore Comm. Calasso che rappresenta S.E. il Prefetto, e delle altre Autorità cioè: il cav.uff. Giacobini Segretario Federale Amministrativo, il Vice Comandante la Divisione “Po” Generale Ferroni, l’on. Steiner, il prof. Grassi Presidente Provinciale dell’O.N.B.; i componenti il Direttorio del Fascio di Piacenza sono rappresentati dal Camerata Degrada. È pure presente il Capo della Segreteria Federale Ulderico D’Angelo.

L’inno “Giovinezza” saluta il giungere delle gerarchie mentre il popolo plaude a lungo, con calda insistenza al Duce.

Entra per primo nel nuovo edifico Mons. Bertoglio che impartisce la benedizione alla colonia. La cerimonia continua, quindi sulla grande terrazza viene la bandiera della colonia, dono delle fasciste bobbiesi. Le note della “Marcia Reale” e di “Giovinezza” continuamente contrappuntate dagli applausi della folla che ingombra il piazzale e tutti gli spalti circostanti salutano il suggestivo rito dell’alza bandiera,

Quindi il Vescovo pronuncia parole vibranti di fede cristiana e fascista esaltando la generosità del munifico donatore e le iniziative del regime Fascista per l’assistenza alla gioventù. Cessati gli applausi che coronano le parole dell’amato presule, il Podestà cav. Renati a nome della città di Bobbio ringrazia Giuseppe Carenzi per il munifico atto e gli presenta una ricca pergamena che ricorda il gesto del benefattore e consacra la cittadinanza benemerita che gli viene conferita oggi a testimonianza della riconoscenza del popolo bobbiese, Quindi tra gli applausi, il notaio Pistone legge l’atto col quale il Carenzi dona al Partito Nazionale Fascista la colonia elioterapica fluviale. Alte e commosse parole di ringraziamento pronuncia il Segretario Federale nel prendere in consegna la colonia. Egli elogia lo spirito del Carenzi e lo addita ad esempio e a monito per tutti coloro che potendo donare, non ancora lo hanno fatto. Altri applausi altri alalà. Alla signora Carenzi viene offerto un omaggio floreale dalle istituzioni femminili di Bobbio e al Carenzi una bella lirica, lodata composizione del camerata Berzieri.

Dopo di che il donatore visibilmente commosso, scandisce con parole di modesta fierezza il suo ringraziamento a tutte le autorità. Egli afferma che chi dona al popolo dona a Dio e che non avendo egli la gioia di essere padre ha inteso donare ai figli del popolo lavoratore ciò che non ha potuto donare ai figli propri. Ed è lietissimo di aver seguito i dettami del Partito e del Regime la cui dottrina permeata di bontà patriottica e cristiana addita la via del beneficio al popolo come la migliore per la società umana.

Scroscianti applausi interrompono e coronano le parole del donatore.

Durante il ricevimento offerto dal Comune di bobbio e servito con molta grazia da un gruppo di signorine che indossano i costumi della valle, viene comunicato che la Ditta Ronchetta di Piacenza ha offerto alla colonia i servizi della cucinaa per un valore di quasi 10 mila lire, mentre il notaio Pistone ha offerto l’opera gratuita relativa all’atto della donazione.

Quindi il popolo visita i locali della colonia ed ammira le belle sale e la razionale distribuzione dei servizi. La musica riprende i suoi inni; il tempo nuvoloso che minaccia la cerimonia si tranquillizza.

Le strade nella sera rigurgitano ancora e la bella costruzione fiammeggia nella notte con una illuminazione che a distanza appare come una visione spettacolosa. Sui monti la gioventù del popolo accede i fuochi delle maggiori festività.

Nel salone dell’ex stabilimento bagni si sono raccolti numerosi cittadini di Bobbio con a capo il Podestà per offrire al Cav. Carenzi ed alle autorità piacentine un rancio cordiale servito dall’Albergo Piacentino. Il camerata rag.pozzi a nome dei presenti, ha elevato il bicchiere in onore dei coniugi Carenzi, dei quali ha intessuto un breve incisivo elogio.

L’artistica pergamena donata al Cav. Carenzi porta la seguente dedica dettata dal Sig. Berzieri: “Nel giorno memorando – in cui il camerata Cav, Giuseppe Carenzi – dona al P.N.F. – la Colonia Elioterapica Fluviale – di S. Ambrogio – per la gioia e la salute – delle novelle generazioni del Regime – festante e riconoscente – ne addita l’atto munifico – al popolo beneficato – e ne scrive il nome – nell’albo de’ sui migliori concittadini.

Bobbio, 29 agosto 1937 – XV.

Il Podestà: Renati.

Da la Trebbia del 27 Novembre 1937

LA COLONIA CARENZI

Altra generosa donazione fatta al Comune

Il lettore ricorda la munifica donazione della Colonia Elioterapica Fluviale di Sant’Ambrogio in Bobbio, fatta di recente dall’industriale piacentino sig. Giuseppe Carenzi, alla Federazione Provinciale del Partito.

Attiguo alla Colonia, si distende un triangolo di terreno della superficie di ettari 0,31,30 di proprietà del Marchese Folchetto Malaspina, terreno che amplierebbe la zona parco della Colonia stessa.

Il Podestà cav. Antonio Renati fece presente al Marchese tale circostanza e, senza discussione, né speciali riserve questi, ha dichiarato di donare al Comune di Bobbio tale appezzamento di terreno allo scopo che la attigua Colonia abbia un parco più vasto per svolgere meglio le sue funzioni.

Il donatore che si trova a Dublino, Primo Segretario di Legazione Italiana, a mezzo di procura speciale ha delegato la sorella sua N.D. Costanza Malaspina per la stipulazione dell’atto, che si è compiuta in questi giorni in Bobbio nel palazzo di Casa Malaspina.

Questa nuova donazione, che s’aggiunge alle altre fatte dal Marchese Obizzo con la concessione dell’area per il Campo Sportivo e per la sistemazione della Piazza S. Francesco, avrà come si merita il plauso e la riconoscenza di tutta la cittadinanza.

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Le acque solforose di Canneto

10th marzo 2010

Da La Trebbia del 1969

Sorgerà nella piana di Corgnate il complesso alberghiero della «Bobbio Terme»
Il complesso termale alberghiero sarà costituito da un fabbricato principale a cinque piani, di cui uno destinato alle attrezzature termali, e un avancorpo destinato a negozi e boutique. Nei piani superiori saranno ricavate sessanta camere da letto.
La soc. Bobbio Terme, alla fine di quest’anno che è stato decisivo per il suo sviluppo e il suo potenziamento, può ormai presentarsi al pubblico con un programma ben definito per il prossimo avvenire.
Lo sfruttamento delle acque termali è una delle direttrici sulle quali opera la Società, che prevede inoltre ulteriori ricerche, oltre a quelle effettuate nella galleria di Fonte Pineta, anche nella zona dell’ex colonia Carenzi e di Canneto. Queste ultime località sono situate entro il perimetro di concessione della Bobbio Terme e presentando particolare caratteristiche atte allo sfruttamento, per il quale si faranno sondaggi nella prossima primavera.
L’altra direttrice cui mira la Società è l’imbottigliamento delle sorgenti ubicate in comune di Coli in località Sant’Agostino. L’acqua ha già un nome: si chiamerà dei TRE ABATI.
Intanto il prof. Ferdinando Petrilli, titolare della cattedra di igiene dell’Università di Genova ha ricevuto dalla Società l’incarico di scegliere una équipe di esperti ai quali verrà affidato il compito di svolgere le analisi necessarie. Lo stesso prof. Petrilli ha già effettuato tutte le analisi batteriologiche delle acque già prescelte dalla Società e ha comunicato risultanze assai lusinghiere.
Ma l’iniziativa indubbiamente più vistosa della Bobbio Terme sta nella progettazione del nuovo albergo termale, che sorgerà nella zona di Corgnate. In altra parte del giornale forniamo una breve descrizione del complesso alberghiero, per la cui costruzione la Società indirizzerà ogni suo sforzo nel prossimo anno.
L’ubicazione dell’albergo ci sembra assai felice. La sua facciata principale sarà verso la piazza di Corgnate e avrà sul retro una stupenda visione sul Trebbia.

Da La Trebbia del 16 novembre 1969

BOBBIO TERME – TERME BOBBIO


Considerazioni semiserie sulle due società termali che hanno suscitato tante speranze e tante simpatie in tutti i ceti della nostra città.

Bobbio Terme – Terme Bobbio…

Non è come dire: «Ambrigio Fusella e Fusella Ambrogio» cone si può credere lì per lì, di primo acchito. Bobbio Terme e Terme Bobbio sono i nomi di due Società diverse, sorte nella nostra città, entrambe interessate allo sfruttamento nelle nostre acque medicamentose. La maggioranza dei bobbiesi le distingue dalla diversa ubicazione dei rispettivi cantieri, ma fu una grande confusione tutte le volte che si tratta stabilire se è la «Bobbio Terme» che opera alla Pineta o è invece quell’altra o viceversa. Non parliamo poi delle mescolanze che si fanno quando si tratta di accoppiare il prof. Petrilli e il prof. Bocconi alle rispettive Società. Il fatto stesso che i nomi dell’una e dell’altra Società non siano ancora sicuro appannaggio della memoria del bobbiese medio, dimostra che questi è parimenti affezionato ad entrambe. E questo è giusto, doveroso, direi, perché, tutt’e due mirano al lancio della nostra Città, nel cielo affascinante delle Stazioni Termali. Da parte dei Bobbiesi, dunque, equidistanza ed equa distribuzione di simpatie. E non sarò certamente io a scostarmi dall’atteggiamento dei miei concittadini: Viva La Bobbio Terme! Viva la Terme Bobbio!

Con tutto questo, malgrado la identicità del mio affetto e della mia gratitudine nei confronti delle due Società, che amo di pari amore; e senza, per questo, spostarmi d’un ette dalla mia rigida equidistanza, qualche considerazione innocente, puramente accademica, la vorrei fare . Mi pare, per questa mia convinzione nessuno me ne voglia, che la Bobbio Terme abbia avuto, finora, più fortuna. Che male c’è? Capita anche tra fratelli usciti dallo stesso grembo, d’essere l’uno più fortunato dell’altro. Più fortuna nel senso che s’è imposta più prepotentemente alla pubblica opinione, con più rapidità e intensità, che ha sfondato di più, grazie alla eccezionalità di alcuni interventi, a cui, magari di malavoglia, sono stati chiamati i soci. Non dico che questa maggior fortuna sia merito di questi o di quest’altro, e meno che meno, che essa sia il migliore agente di giustizia sociale e no, a questo mondo. Circostanze! Pure circostanze, per chi è fuori dalla mischia. Le solite camorre della dea bendata, per chi c’è dentro! Ma chi non sa che la fortuna bisogna anche sapersela propiziare? Diciamo la verità: se il cav, Renati Presidente della Terme Bobbio, avesse attraversato il suo Rubiconde, la popolarità della sua creatura avrebbe raggiunto limiti che senza quel guado, sono impensabili. Già, perché è pacifico che la fortuna della Bobbio Terme è consentita, per assurdo che possa sembrare, nell’essersi inguaiata nell’attraversamento del Trebbia. Senza quel guado, che ha fiaccato le coronarie di mezzo Bobbio e che tiene ininterrottamente banco da un semestre, tanto chiasso non si sarebbe fatto, ed anche il nostro giornale locale – in altre occasioni così discreto – non avrebbe annunciato «Urbi et orbi», con quel tono da Bollettino della Vittoria, che «L’impresa Larceri ha toccato l’altra sponda»! La pubblica opinione sarebbe stata distratta da mille altre cose, se non ci fosse stato ol Trebbia a farle tenere il fiato sospeso per mesi e mesi, assillata dagli amletici dubbi: «Passerà? Non passerà? E l’acqua, infine, andrà in su o in giù, come Domineddio ha sempre voluto? E la galleria sarà svuotata o riempita?».

Tutti questi patemi, così sapientemente coltivati dal nostro giornale, hanno finito per creare una psicosi tale che, per quanto mi riguarda, non esito a confessare che quanto appare sulla testata del nostro settimanale, non è più Annibale che attraversa ol nostro fiume, ma Larceri, travestito da cartaginese, già di ritorno dall’altra sponda! L’Impresa, ha assunto degli aspetti faraonici, agli occhi dei più; e con quali benefici sul piano pubblicitario, ognuno può immaginare. La gente ha affollato il greto del fiume fino alle ore piccole, discutendo sul principio di vasi comunicanti, sulla diga di Kariba e per associazione d’idee, persino di Alarico sotto le acque del Busento. Il Piave, il Nilo, la Beresina, Ramsete, Larceri, don Piero, le piramidi, Caracolla, Berzieri: una fantasmagoria d’immagini e di personaggi che si sono suggeriti uno dopo l’altro, in piena notte, sotto il cielo stellato.

Quale fortuna! E pensare che la «Terme Bobbio» l’aveva anch’essa, a bella portata di mano, il suo fiume da guadare! Sarebbe bastato un fiumiciattolo, il Carlone! Piuttosto che niente. Era sufficiente spostarsi cento metri indietro, appena al di qua del fiume, e la «Trebbia» sarebbe stata costretta ad aggiungere un Annibale in più, alla sua testata.

Così come sono andate le cose, invece, la Terme Bobbio sa di cosa non sofferta, d’ordinaria amministrazione, dove tutto è filato per il verso voluto, senza imprevisti, tutto ordinato e preciso, pedantemente calcolato, un comunissimo parto indolore che non ha galvanizzato le folle.

Non si è pensato che persino la Grande Guerra sarebbe stata una guerretta senza il Piave e Caporetto; che le difficoltà – quando si ha tanta scalogna da non incontrarle – bisogna andare a cercarsele. Ma certo, perché è quasi assodato ormai, che le nostre fortune più durature si celano spesso, dietro le nostre sfortune quotidiane.

W.W.M

Da La Trebbia del 14 marzo 1970

Sopralluogo di tecnici ed esperti alle sorgenti della ‘Bobbio Terme – L’equipe è stata guidata da un Professore dell’Università di Pavia e da un Ingegnere di Parma.

Tre diversi tipi di acque termali

Domenica una equipe di tecnici ed esperti guidata dal Prof. Vincenzo Reganti dell’Istituto di Chimica generale dell’Università di Pavia e dall’Ing. Giuseppe Azzali di Parma ha effettuato un sopralluogo alla galleria di fonte Pineta per conto della Soc. per Az. Bobbio Terme. In galleria, ora facilmente agibile grazie ad un imponente lavoro di sbancamento del terreno antistante, si sono pure recati il Presidente della Società Dott. Colombetti e alcuni consiglieri, i quali in serata hanno tenuto una riunione per delineare un programma di massima che dovrà essere attuato in primavera.

Dai primi accertamenti in sito risulterebbe che le numerose sorgenti della galleria, opportunamente selezionate, darebbero origine a tre tipi di acque termali con caratteristiche chimiche diverse. A un tipo di acqua salsa, si aggiungerebbero in tal modo due ben distinti tipi di acque sulfuree.

Particolare di non scarso rilievo è quello relativo alla portata e alla temperatura delle sorgenti che si aggira sui 20 gradi, con punte di 25 gradi; nel sopralluogo di domenica si è riscontrato che i dati rilevati in precedenza si sono mantenuti costanti.

Il prof. Raganti ha intanto raccolto i dati per la valutazione di gas alla sorgente e ha prelevato campioni di acqua per le analisi di dettaglio definitive. All’Ing. Azzali è stato invece affidato il progetto per la captazione delle sorgenti, di cui dovrà in via preliminare calcolare l’esatta portata.

Nel corso della prossima settimana è previsto un incontro a Bobbio di tutti i soci della «Bobbio Terme».

Da La Trebbia del 25 aprile 1970

Il Capitale della ‘Bobbio Terme sarà portato a cento milioni

Lunedì prossimo a Piacenza si terrà l’Assemblea dei Soci – Il Presidente Dott. Colombetti presenterà il bilancio della Società – Si riprendono i lavori alla galleria di fonte Pineta

La Società «Bobbio Terme» ha fissato per lunedì prossimo l’assemblea dei Soci. All’ordine del giorno, per la parte ordinaria, c’è la relazione del Presidente sul bilancio del 1969. Il Dott. Colombetti darà lettura delle varie voci, che saranno commentate dagli Amministratori e dai Sindaci della Società. Per quanto ci è dato sapere, sembra che nel corso della medesima riunione venga avanzata la proposta di una aumento di capitale, dagli attuali 49 milioni a cento milioni. L’aumento, di cui da tempo si parla, sembra debba essere posto in relazione alla realizzazione del programma del 1970 e degli anni futuri.

A breve scadenza intanto dovrebbe essere realizzata la camera di contenimento delle acque all’imboccatura della galleria di fonte Pineta.

Il progetto, redatto dall’Ing. Azzali di Parma, è stato esaminato domenica scorsa a Bobbio dagli amministratori della Società, ai quali spetta ora di trovare la ditta per l’esecuzione. Si tratta di un manufatto in cemento armato a forma semicircolare, che si sviluppa per un’altezza di circa otto metri e un diametro di metri sei, atto a reggere le forti spinte del terreno e a perfetta tenuta, onde evitare anche la minima infiltrazione di acqua dall’esterno.

Alla base di questa camera semicircolare dovrà dipartirsi la conduttura che, passando sotto il Trebbia, consentirà il deflusso delle acque della galleria. L’inizio dei lavori è previsto per i primi giorni di maggio.

Da La Trebbia del 21 novembre 1970

Riprende l’attività delle «Bobbio Terme»

È in avanzata costruzione una camera stagna che consentirà il proseguimento dei lavori di captazione delle acque in galleria

Alla galleria di fonte Pineta la Soc. Bobbio Terme ha ripreso i lavori. In queste ultime settimane, dopo la piena del Trebbia verificatasi in coincidenza con la tremenda alluvione di Genova, l’impresa Pedilli di Ponte dell’Olio ha eseguito opere di scavo e ha posto le fondazioni per una camera stagna che è destinata a precludere le infiltrazioni d’acqua sul subalveo del Trebbia in galleria. Dalle fondazioni sta sorgendo un muro di cemento armato in forma semicircolare progettato dall’Ing. Azzali di Parma. L’altezza del manufatto, che ora raggiunge i cinque metri, è prevista in metri otto, al fine di impedire anche in caso di piene eccezionali del fiume, il deflusso delle acque in galleria.

La Soc. Bobbio Terme, per conto della quale si sta realizzando l’opera, intende dar corso nei prossimi mesi alle opere di captazione delle acque termali, approfittando del fatto che in galleria la temperatura simantiene attorno ai quindici gradi e consente pertanto anche in pieno inverno la realizzazione di altri manufatti in cemento, atti a convogliare i vari tipi di acque all’esterno della galleria. Come è noto la quantità delle acque termali è tale da consentire nella prossima primavera un deflusso costante dei due tipi fondamentali di acque: le salse e le sulfureo-salse.

Mentre la società concorrente ha ottenuto il permesso di apertura dello stabilimento termale, la società Bobbio Treme ha ancora davanti a sé un iter piuttosto lungo da percorrere e non scevro di difficoltà.

Da La Trebbia del 12 dicembre 1970

Altri appezzamenti di terreno acquistati dalla Bobbio – Terme

La Società possiede ora oltre 20.000 metri quadrati nei pressi della Fonte Pineta – Un articolo su «Cronache Padane»

Il prossimo numero di «Cronache Padane» pubblicherà un articolo dal titolo «I nuovi programmi di sviluppo della Bobbio Terme». La stampa piacentina ha già dato ampio risalto all’attività termale della nostra città e questo nuovo articolo traccia a grandi linee l’operato della Società che inizia lo sfruttamento delle acque a Fonte Pineta.

Ci giunge notizia che la medesima società ha acquistato nei pressi della sorgente un appezzamento di oltre 14.000 metri quadrati, che in aggiunta al terreno precedentemente acquistato costituisce una base consistente per la futura attività.

Assieme al terreno è stato pure acquistato il fabbricato costruito anni fa dall’Opera della Divina Misericordia, per la quale si prevede la trasformazione in stabilimento termale.

«Ora la Bobbio Terme – dice l’articolo di Cronache Padane – ha deciso di convogliare le acque sul terreno che si estende accanto alle fonti, sui circa 20.000 metri quadrati di sua proprietà».

Come abbiamo già riferito, è stato necessario costruire all’imboccatura della galleria una camera stagna, che non consenta alle acque del Trebbia di entrare in galleria nei periodi di piena e ottenere anche che, con questa opera, le acque del fiume non raggiungano la galleria per vie sotterranee.

Da La Trebbia del 16 gennaio 1971

L’avvenire di Bobbio è legato alle Terme

Nel 1970 l’afflusso dei turisti a Bobbio è aumentato – Le Terme creano nuovi problemi per il Turismo – L’attività della «Bobbio Terme»

Il quotidiano piacentino di domenica scorsa ha presentato un quadro positivo del movimento turistico a Bobbio. Purtroppo l’affermazione del giornale non era suffragata da cifre e da dati, indispensabili per una oggettiva valutazione del fenomeno.

La convinzione dei bobbiesi è che soltanto con l’inizio dell’attività termale si potrà veramente dare un nuovo corso al turismo bobbiese, anche se ciò richiederà alcuni anni. Le stazioni termali in Italia sono molte, la concorrenza di quelle esistenti o in via di sviluppo è un dato di cui bisogna tener conto.

Fortunatamente la nostra città può contare su una posizione geografica e un ambiente naturale che la pongono in vantaggio nei confronti di altre stazioni termali. Si tenga conto inoltre che in Piemonte e soprattutto in Liguria si nota la più vasta superficie di territorio nazionale priva di affermati centri termali. La vicina Salice, all’estremo sud della Lombardia, è geograficamente più favorita di Bobbio per le facili comunicazioni stradali, ma per contro l’ambiente naturale le è sfavorevole.

Buone prospettiva si aprono dunque all’avvenire della nostra città. Le Terme di S. Martino, che si pariranno nella prossima primavera, daranno una prima misura del richiamo che Bobbio esercita nelle regioni circostanti.

Nel frattempo la Soc. Bobbio Terme, che opera nei pressi del Ponte Gobbo, ha tenuto la settimana scorsa una importante riunione nel corso della quale è stata decisa la destinazione a centro di cure termali del fabbricato recentemente acquistato.

La Società sembra indirizzata a svilupparsi sulla sponda destra del Trebbia, dove in località «Fornace» possiede oltre 20.000 metri quadrati di terreno, su cui sorgono due case rustiche e il nuovo fabbricato che ospiterà le terme. La Ditta ASEMA di Milano, la più grande impresa italiana specializzata nel settore, sta studiandone la trasformazione per installare apparecchi di aerosolterapia, irrigazioni, inalazioni e cure estetiche. Nei prossimi mesi le acque della galleria di Fonte Pineta saranno captate e condotte attraverso tubazioni presso la costruendo stazione termale.

Osservazioni:

Purtroppo tutto finì con questo articolo e con esso tutte le speranze dei bobbiesi

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Le Acque Termali di Bobbio

6th maggio 2006

La cura balneare che non fu mai negletta anche nei tempi remoti, da più anni ha preso una maggiore voga,una maggiore importanza e par sia venuta di moda, appunto perché i risultati che se ne ottengono sono troppo palesi, sono troppo sentiti da coloro che ne usano.

Il Professore di chimica farmaceutica all’Università di Genova, di felice memoria, Dott. Gardella, parlando in genere delle acque minerali elogiava specialmente le acque salsoiodiche di Bobbio deplorando fossero così trascurate, e che a nessuno fosse mai venuto il pensiero di renderle proficue ai sofferenti erigendovi appositi stabilimenti.

Impressionato delle parole del mio valente professore, appena laureato e ritornato a Bobbio, il che avvenne nel 1854, ogni volta dovevo prestar cura a bambini rachitici, scrofolosi, gozzuti, etc.non dimenticavo mai di raccomandare i bagni di Piancasale e di S. Martino, ed i risultati che sempre ne ottenni mi fecero persuaso quanto a ragione deplorasse il Professor Gardella la trascuranza delle acque. In tanti anni di esercizio, e cioè al 1854 a tutt’oggi, sono migliaia gli ammalati che cogliendo il mio suggerimento di usare queste acque si videro risati. Così si esprimeva il Dott. G. Buelli il 23 ottobre 1904, e continuava:

Fino a pochi anni , nel colmo dell’estate, sia sulla ghiaia di S. Martino che in quella di Piancasale, si vedevano buche, scavate nella sabbia riparate da pochi rami di quercia ripiene dell’acqua benefica in cui si tuffavano le donne clorotiche e bambini rachitici e fanciulle scrofolosi; individui gozzuti, erpetici, tubercolotici ecc.ecc. e tutti ritraendone immenso vantaggio.

Da secoli si conoscevano le capacità curative delle nostre acque salso – jodiche e da secoli queste scorrendo liberamente, si perdevano nelle acque del fiume.

Solamente il 20 novembre 1904 il settimanale La Trebbia, riporta la notizia che La Società Acque minerali di Bobbio – Zazzali , Renati e C. – ha finalmente deciso di costruire il nuovo stabilimento balneare sulla destra del fiume trebbia nella località Salso – Sant’Ambrogio. Le ragioni che hanno provocato questa decisione,derivarono dalle difficoltà di attraversare il fiume Trebbia con la conduttura dell’acqua salsa iodica per arrivare all’altra località in regione Cognolo. Ciò dopo maturo esame e dopo aver sentito il parere di diversi consulenti tecnici.

Il sogno era partito e l’8 gennaio 1905, una cronaca avvisa che Lo stabilimento Balneare fra pochi mesi sarà un fatto compiuto, e nella prossima estate sarà aperto al pubblico!

Ma il 28 maggio 1905 appare una comunicazione in cui appaiono le prime lamentele: Intorno ai bagni ed allo stabilimento ci dispiace il dirlo, ma finora non c’è nulla di precisato e così l’acqua salutare, la decantata rivale di Salsomaggiore, continua a scendere cheta, inoperosa per mescolarsi con le non meno inoperose energie del Trebbia. Per ora ci facciamo eco del giusto desiderio di molti perché almeno, siano riaperti con qualche anticipo i bagni attuali.

Solamente su La Trebbia del 16 giugno 1907. appare

L‘apertura dei Bagni – Il nuovo stabilimento

Col primo luglio, e possibilmente anche prima, la benemerita Società Acque minerali di Bobbio – costituitasi da appena tre mesi aprirà i bagni salso-bromo-iodici-radioattivi si S. Ambrogio, nonché quelli salso-iodici-solforosi di S. Martino.

Pozzetto che correva sulla strada vicino allo stabilimento di S.Ambrogio Come si presentavano le terme a fine ottocento Il fabbricato delle terme di S.Ambrogio. Il nuovo fabbricato di S.Ambrogio

Finalmente le speranze bobbiesi si avveravano e tutto prometteva per il meglio, ma venti di guerra si avvicinavano e unitamente a mortali epidemie, il colera prima (1911) e la “febbre spagnola” poi sul finire della prima guerra mondiale ne rallentarono lo sviluppo.

Dopo la guerra che ci portò alla vittoria, il mondo ebbe un forte sviluppo industriale e dai primi di marzo 1927, anche nelle nostre valli risuonano delle intense opere di allestimento dei cantieri che la Società Idroelettrica Ligure-Piacentina, emanazione del potente gruppo “Terni” sta impiantando, a breve distanza da Bobbio, verso la pittoresca stretta di S. Salvatore, allo scopo di dare immediato e ben deciso inizio ai lavori di costruzione del grandioso impianto idro-elettrico che da S. Salvatore prende il nome.

Ad un tratto sul nostro settimanale … silenzio e solamente da La Trebbia del 27 luglio 1930 conosciamo quello che era avvenuto:

Le fonti medicinali bobbiesi disperse

Queste opere che nella speranza di tutti i bobbiesi avrebbero dovuto portare ricchezza e benessere, si trasformarono purtroppo in un danno irreversibile:

Le fonti di San Martino

Le fonti di San Martino furono le prime a scomparire, fino dallo scorso anno. I grandiosi lavori di sbarramento del Trebbia, nell’ansa di San Salvatore, opera pur essa preziosissima ai fini di sfruttamento delle risorse naturali del luogo, hanno obbligato allo scavo di una profonda galleria sotto lo sperone d’arenaria marno scistosa che alimentava in basso, nel greto del Trebbia, le due sorgenti di Buffalora di acqua salso solforosa.

Il torrente prima della costruzione della diga. Il cantiere allestito per i lavori della diga. I lavori interrotti della diga.

Acqua ricca di solfato di sodio e di solfato di magnesio, dotata di un forte e caratteristico odore di acido solfidrico e di qualità purgative e diuretiche non comuni. Lo scavo ha inaridite le fonti. Non è il caso di recriminare ora, se in corso dei lavori si siano usate o meno, precauzioni utili ed opportuno, per conservare questa preziosità naturale del luogo. Quello invece che si impone è di ricercarne nuovamente la vena, di fare studi tenaci, pazienti, utili allo scopo di riprendere, intubare e conservare questa fonte ora dispersa e che non si deve abbandonare al suo ingrato destino.

Le acque magnesiache di Canneto

Distrutte le fonti di San Martino, i lavori della diga del Trebbia proseguono nel loro tracciato di opere. Altri scavi, altre gallerie più a valle, altre sorde e potenti mine lacerano le viscere della roccia ed ecco che anche le fonti magnesiache di Canneto se ne vanno e s’internano forse per altre vie, disperdendosi. Troppo abbandonate furono negli anni decorsi ! Lasciate a sé, senza cure di valorizzazione doverosa, perchè potessero raggiungere il loro meritato valore medicinale che avrebbe certamente determinato, in questa particolare contingenza, quella opportuna considerazione conservativa e magari anche ad un maggior sviluppo.

Le fontanelle di Canneto ai primi del novecento. Canneto negli anni cinquanta. Come appare attualmente la fonte di Canneto, dopo il fallimento della Bobbio - Terme

Un modestissimo manufatto, una più che modesta brevissima e piccola intubazione e tutto intorno un gorgoglio di polle sul bordo del greto del Trebbia, e una dispersione larga delle acque preziose. Eppure ogni anno in questo stato di abbandono, trovavano un numero rilevante di persone che accorrevano ad esse, e da esse avevano grande beneficio di salute.

Ora le gallerie profonde, addentrate sotto queste roccie, hanno determinato forti perturbazioni sulla sensibile struttura di queste stesse arenarie e non solo sono venute a deviare le fonti medicinali, ma bensì a richiamare in esse fonti idriche di strati superiori, cosicchè, inaridendo fonti superiori di acque pure, hanno concentrato, accentuati e abbondevoli deflussi d’acqua. E questa chiarissima acqua che scorre abbondante nelle gallerie, trasporta e slibera abbondantissimo idrogeno ed acido solfidrico, dei quali elementi se ne hanno palesi attestazioni. Caratteristico il fenomeno presentato del grande tubo di deflusso d’acqua della galleria di S.Martino. Un getto imponente di chiarissima e fresca acqua dolce, defluisce incessante nel Trebbia. Se al getto d’acqua si avvicina uno zolfanello di subito, unitamente all’acqua, s’accende una grande lingua di fuoco, che divampa a lambire il gettito spumeggiante dell’acqua stessa. Acqua diabolica dunque, se non vi fossero gli studi e la scienza a domostrarvi tutte le particolari caratteristeche di questa zona ricca di elementi che richiamano il doveroso sfruttamento. E ancora nell’acqua scorrente libera, nella galleria di Canneto o del Bosco del Molino, ecco la traccia biancastra dei bordi e del fondo del canale, ad attestare i giacimenti dei solfati alcalini e dei cloruri. E così le fonti terapeutiche medicinali si disperdono nelle acque del Trebbia e donano le loro preziosità ai pesci del torrente.

Le fonti saldo jodiche di Piancasale

Le uniche fonti medicinali bobbiesi che da poco più di un ventennio ebbero qualche buona ed organica cura e sfruttamento, furono quelle salso-jodiche di Sant Ambrogio ai gerbidi di Piancasale. Costituitasi una società locale, con mezzi non molto estesi, era giunta a disciplinare in parte alcune fonti di acqua salso-jodica e condurla in un apposito serbatoio atto

ad alimentare il piccolo stabilimento dei bagni costruito nei pressi.E questo stabilimento ebbe la sua vita utile e le sue modeste fortune. In alcuni anni si erano raggiunti, persino, nel periodo pieno balneare, circa cento bagni al giorno. E la rinomanza delle acque medicinali di Bobbio si era ormai sufficientemente estesa portando il suo buon contributo.

Nello scorso anno la società ebbe una ripresa di vita e di nuove energie, con programmi fattivi, estesi ad una maggior valorizzazione e sfruttamento.

Tutto sembrava rivolto alle migliori fortune ed invece purtroppo si è dovuto constatare che ogni miglior volontà non è riuscita a raggiungere la ior vena della fonte, con una galleria scavata nel greto del Trebbia, di sotto all’attuale deflusso dell’acqua. Rintracciata la vena principale, facilmente si sarebbero poi raccolte le acque in apposito vascone serbatoio, per essere poi trasmesse forse ad altro più vasto stabilimento da costruirsi.

Ma, ahmè! I lavori compiuti hanno portato invece altra perturbazione alla ipersensibile affiorazione delle acque, le quali adirate per queste indagini imprudenti capricciosamente si sono vendicate disperdendosi nelle viscere misteriose delle roccie. Dove se ne sono andate? Dove potrà rintracciarsi ancora la vena principale ?Dove potranno defluire ancora ? Tutti questi quesiti per ora insoluti, celati accuratamente dal mistero della natura. Fattostà che anche queste fonti, a pieno solidali con le altre fonti medicinali bobbiesi, se ne sono andate, privando così Bobbio di una delle sue più interessanti preziosità. Una fontanina ancora, unica e modesta è rimasta presso lo stabilimento bagni a filare, sorgnona, le sue acque salino-sulfuree, forse a vigilare e a spiare l’opera dell’uomo intorno a queste fonti !.

Conclusioni

Bobbio può lasciare svanire così, senza tentativi estremi di riprendere e conservare queste fonti preziose, queste sue acque medicinali, ora che anche nei programmi governativi vi sono convergenze di cure e di sforzi per la valorizzazioni migliori di queste fonti medicinali ?

Recentemente il Duce stesso, personalmente, ebbe a dare tutto il suo appoggio e il suo vivo interessamento per la ripresa di un’altra fonte medicinale scomparsa e si è ottenuto un pieno ritorno in efficienza della fonte stessa.

E perché anche per le fonti di Bobbio non si dovrebbe seguire un esempio così evidente e significativo ? Con la collaborazione necessaria di tecnici e di studiosi in questo campo, non dovrebbe essere difficile riprendere le fonti scomparse che sono giusto vanto e ricchezza della nostra terra.

Qualche pratica si dice sia già stata iniziata, ma con esito, pare, molto incerto e con tendenza a sprofondare nelle friabili marne scagliose delle gallerie. Forse si aspetta l’intervento taumaturgo dell’austero San Colombano ?

In questo caso sarà un miracolo veramente portentoso.

Ma , per fortuna, uomini coraggiosi ne esistono sempre e nel 1968 una nuova Società «Terme di Bobbio» si assume l’onere di sfruttare le acque termali di San Martino con un nuovo stabilimento progettato dall’Ing. Aldo Galleti. E puntuale nelle previsioni, il Presidente Cav. Antonio Renati, le aprirà al pubblico nel 1970.

Sono anni di grandi speranze, nel frattempo un’altra Società la «Bobbio Terme» (leggiamo su La Trebbia del 1 gennaio 1968) ha dato incarico all’impresa Larceri di eseguire un imponente lavoro di scavo e posa in opera di tubature allo scopo di svuotare la galleria dalla massa d’acqua che ostacola la captazione delle sorgenti termali.

Come è noto, in località «Acqua salata» esiste una galleria lunga circa un chilometro, scavata alcuni decenni fa la Soc. elettrica CIELI di Genova, che avrebbe dovuto servire allo scarico delle acque della progettata diga di San Salvatore. I lavori di scavo avevano interrotto le vene delle acque che alimentavano le vecchie e gloriose Terme di Bobbio, al punto da dover addivenire, circa un quarantennio fa, alla loro definitiva chiusura.

Ora la Soc. Bobbio Terme, che detiene il permesso di ricerca nella zona della galleria, è venuta nella determinazione di provvedere innanzitutto allo svuotamento della galleria medesima attraverso una tubazione di scarico. La difficoltà dell’impresa è dovuta al fatto che l’imboccatura della galleria si trova a circa 6 metri sotto il Trebbia e pertanto onde evirare continui e costosissimi impianti di pompaggio (l’acqua in galleria aumenta al ritmo di 40 cm. al giorno sulla lunghezza di un chilometro) si è pensato di far defluire le acque per caduta naturale scaricandole attraverso una tubazione di circa 1200 metri che correrà sotto il greto del fiume, seguendo il tracciato indicato nella foto

La stagione invernale, che coincide col periodo di magra del Trebbia è la più propizia per compiere un’opera di così gigantesche proporzioni. Presto entreranno in azione potenti scavatori che dovranno scendere fino a 6 metri sotto il greto per preparare la sede in cui verrà collocata la conduttura dello scarico. In pari tempo, col completo svuotamento della galleria, si potranno captare le sorgenti dei vari tipi di acque termali, le quali saranno immesse anch’esse in tubazioni più piccole per essere trasportate, parallelamente alle condutture di scarico, sulla sponda sinistra della Trebbia, dove saranno utilizzate nello costruendo stabilimento termale.

Il progetto è ambizioso, ma ci sembra sia stato impostato con la dovuta preparazione, in vista di porre le basi per concrete realizzazioni.

Da La Trebbia del 29 aprile 1971

I vecchi bagni di San Martino

Nel luglio del 1897, l’avv. Pietro Renati riusciva ad inaugurare «lo stabilimento di bagni salso-iodico- solforosi» in un edificio tuttora esistente, ma trasformato da decenni in fienile e stalla. Cominciò allora la storia di Bobbio termale, con 4 stanze per i bagni, la sala soggiorno ed i servizi; con l’uomo a giornata che dalle 3 di notte alle 8 del mattino non aveva altro compito che pompare l’acqua dalla sorgente al serbatoio; con la carrozza a cavalli – i bobbiesi le avevano appioppato il familiare appellativo di «giardiniera» – il conduttore, «Giuanòn Barilari», passava per le vie e le piazze principali lanciando l’avvertimento della partenza imminente facendosi precedere dal suono di un corno in ottone, tuttora in possesso del geom. Renati, presidente dell’attuale Terme di Bobbio San Martino.

Come si presentavano le terme prima dei nuovi lavori.Riportiamo da «Il Bobbio» del 4 giugno 1904 parte di un articolo dedicato ai Bagni di San Martino: «È stabilimento nuovo, sorto quando le speranze di un lieto avvenire per noi erano fievoli ancora, quando il parlare di stazioni balneari in Bobbio sembrava follia…Eppure quel fabbricato che devasi alla buona iniziativa del proprietario del fondo e delle acque si è più che un tentativo e prestasi benissimo a più vaste proporzioni.

Poche, ma ampie le cabine, poche ma che si possono raddoppiare, triplicare domani. Davanti un piccolo giardino fresco di foglie rosa; dai monti circostanti pura discende l’aria del libero Appennino…

Il tesoro che abbiamo a S. Martino e a Piancasale lo si conosceva da tempo; Bobbio non volle o non credette farlo prima sapere…oggi ci incamminiamo incontro al lieto avvenire: si osi, il successo non può mancare».

Nell’ultima parte dell’articolo apparso sul IL BOBBIO l’anonimo bobbiese così termina: «e non si ignora pure che l’egregio Avvocato Renati, da tempo ebbe a manifestare il proposito di fare delle sue acque preziose un elemento di benessere…molto già osò: esso può far di più ancora: avanti avanti sempre! Sarà l’opera vostra coronata da crescente successo».

«Questo il vivo augurio e il voto sincero di tutti. Ed ora schudansi – ci pare sia giunta l’ora – i cancelli anche di questo edificio di San Martino: sventoli la bandiera dall’alto, indizio lieto che l’acqua scende nelle vasche aspettanti: e la poetica ombreggiata via che congiunge Bobbio alle terme nostre, sarà quotidianamente frequentata da numerose comitive di persone che alle benefiche onde andranno a cercare refrigerio, vigore e salute».

Una pagina dello stesso giornale bobbiese è dedicata alla pubblicità dei bagni salso-jodico-solforosi di san Martino – Renati. Vi si leggono i prezzi che qui riportiamo per curiosità dei lettori: «bagno caldo senza biancheria L. 0,60; bagno caldo con biancheria L. 0,80. Abbonamento a dieci bagni L. 5.»

Bobbio stazione termale

Le fonti di acqua medicamentosa della ristretta zona di Bobbio (se ne possono localizzare molte altre minori lungo il Trebbia e l’Aveto) sono quattro: San Martino Renati, quella più a monte, che darà alimento alle Terme di Bobbio, a circa due chilometri dalla città, sulla sponda destra del fiume: Canneto (ferruginosa per qualità, trascurabile per quantità fino al 1930 ed ora scomparsa); Fonte Pineta, conglobata in acqua di fiume (si stanno facendo lavori per imprigionare ermeticamente le sorgenti originarie in galleria e farle defluire pure fino a Corgnate per il futuro stabilimento forse o – secondo un nuovo progetto – ad un edificio vicino); Sant’Ambrogio (acqua salso iodica e ferruginosa) ormai solo presente di nome. La fonte di Canneto non fu mai presa in considerazione ai fini dello sfruttamento appunto per la sua esiguità quella di Fonte Pineta cominciò a sgorgare quando fu aperta la galleria a servizio del costruendo bacino idroelettrico di San Salvatore.

La storia di Bobbio come città termale ha il suo inizio nel luglio 1897, quando l’Avv. Pietro Renati inaugura lo stabilimento di San Martino. A questo primo tentativo di sfruttamento delle acque termali seguiva all’inizio di questo secolo, l’apertura dello stabilimento di S. Ambrogio, inaugurato nel 1908 dal Vescovo Mons. Marelli.

Da allora Bobbio divenne una stazione termale in cui «per le acque medicamentose, per il clima sano in territorio ameno» (parole dell’abate Martin, francese, espresse in un libro sul centenario della morte di San Colombano 1923) convennero in ogni stagione, centinaia e centinaia di persone bisognose di cure, di quiete e di svago.

Molti bobbiesi e piacentini l’afflusso dei forestieri a Bobbio nel periodo precedente la prima guerra mondiale e negli anni ad essa immediatamente successivi: il «Barone» – l’albero centrale di via Garibaldi con la sua aria «liberty», col trattamento signorile e familiare al tempo stesso – , l’albergo ristorante «Via», di Maiolo, in atmosfera di minor tono, le altre locande e le molte pensioni familiari, moltiplicavano per tre mesi la loro popolazione.

La società Laviosa di Piacenza, aveva istituito una serie di corse mattutine con una piccola corriera, che transitava sull’antico Ponte Vecchio.

Nei bagni di Sant’Ambrogio continuarono le stagioni di cura da giugno a ottobre, in tono minore durante la guerra 1915-18 e si ebbe una reviviscenza dopo quel conflitto, reviviscenza che culminò verso il 1920-27 allorchè sorsero i primi allarmi circa la «forza» delle sorgenti e la stessa composizione delle acque.

Rapidamente, con effetti disastrosi sull’efficienza dello stabilimento bagni, diminuì la quantità di acqua erogata. Per ribellione al grave colpo che comprometteva una situazione così bene avviata, si attribuì per voce popolare la colpa del danno ai lavori per la costruzione del bacino artificiale di San Salvatore (galleria e finestre di profondità che avrebbero spezzato irrimediabilmente la vena salsa), ma l’affermazione non trova consistenza scientifica a detta di esperti geologi.

Da quegli anni lo stabilimento bagni di Sant’Ambrogio è in completo abbandono e le acque – già scarse – si sono in breve esaurite. Quelle di Fonte Pineta, per interessamento del comune, ebbero qualche notorietà basata su considerazioni empiriche e per anni, prima, durante e dopo l’ultimo conflitto, ebbero cultori che sistematicamente «facevano la cura», ripetendo in tono minore tutte quelle rituali operazioni rese famose nei più illustri centri di acque medicamentose: il sorseggiare, la chiacchierata, nuovi sorsi e reciproche confidenze su fatti minimi o quiete discussioni sui grandi problemi umani, tutto all’ombra del muraglione della fonte e delle gaggie vicine.

Da la Trebbia del 6 maggio 1971

L’INAUGURAZIONE DELLE TERME

La benedizione impartita da Monsignor Vescovo – Il discorso ufficiale del sen. Zilioli Lanzini e il ringraziamento del Presidente Geom.Renati – Il nuovo edificio e le attrezzature sono state visitate da migliaia di persone

In in pomeriggio eccezionale luminoso si è svolta domenica scorsa l’inaugurazione delle nuove Terne di San Martino. La pioggia non aveva cessato di cadere nei giorni precedenti e puntualmente ha fatto la sua apparizione lunedì scorso, sicchè si può dire che il cielo si è aperto unicamente per consentire alla folla di godere l’impareggiabile spettacolo della conca bobbiese, ora impreziosita dal nuovo stabilimento termale.

La cerimonia si è svolta nella semplicità che spesso si accompagna alle cose grandi. È stata, possiamo dire, quasi una festa di famiglia in cui una generazione di bobbiesi – quella legata ai vecchi stabilimenti balneari – si è incontrata con la generazione del dopoguerra, ignara dell’antica fama di Bobbio, cui sono ora affidate le sorti del nuovo avvenire termale.

Questo concetto è stato calorosamente affermato dal Senatore Ennio Zelioli – Lanzini, oratore ufficiale dell’inaugurazione. «Appartengo a quella generazione – ha tenuto a dire il parlamentare – i cui nomi sono entrati nella storia bobbiese e suscitano sentimenti di nostalgia e di affetto. Mi sia consentito esprimere un desiderio, che è di tutti, che queste acque, rivelatesi un tempo così efficaci, diano a Bobbio la possibilità di affermarsi tra le stazioni climatiche e termali».

Precedentemente aveva preso la parola il Presidente della Società «Terme di Bobbio» Geom. Antonio Renati, il quale ha rivolto un ringraziamento a Mons.Vescovo, al Sen. Zelioli, al Prefetto di Piacenza Dott. Nicastro, ai Parlamentari e al Sindaco di Bobbio e a tutte le autorità.


Erano presenti alla cerimonia il senatore Angelo Tannini, l’on. Luigi Tagliaferro, il consigliere regionale dott. Agostino Covati, il dott. Francesco Cremona della Camera di commercio, il prof. Merenda presidente dell’ente provinciale del turismo, il dott. Giulio Piatti presidente del tribunale, i sindaci di Cortebrugnatella, Coli e Ottone (signori Marzolini, Zavattoni e dott. Raffo), il prof. Enrico Mandelli presidente dell’azienda di soggiorno di Bobbio, il dott. Basini segretario della DC di Piacenza, il questore dott. Sibillino, il col.lo Giallanella dei carabinieri, i col.o Todisco dei vigili del fuoco, il sig. Ferrari per l’ente di ammodernamento della statale 45, l’ing. Aldo Galleti progettista dello stabilimento ed i componenti della cooperativa «La bobbiese» che ha costruito l’edificio.

È seguita la consegna di una medaglia d’oro al Geom. Renati, da parte del Sig. Gianfranco Elba, a nome dei commercianti bobbiesi. La benedizione del nuovo fabbricato è stata quindi impartita da Mons. Vescovo, che si è espresso in termini di vivo compiacimento per la realizzazione condotta a termine della Società. «Sono vent’anni – ha proseguito il Presule – che mi trovo tra voi e da altrettanti anni ho desiderato ed ho pregato perché giungesse per Bobbio una giornata come questa che stiamo vivendo».

Dopo il taglio del nastro ad opera del Prefetto di Piacenza, tutti i presenti hanno potuto visitare lo stabilimento e soffermarsi nei vari reparti. Le terme sono ora una realtà. A nome di tutti LA TREBBIA si sente in dovere di rivolgere un plauso incondizionato ai coraggiosi iniziatori, primi fra tutti il Geom. Renati e il Rag. Vittorio Bianchi: nessuno ha parlato di quest’ultimo, ma era il caso di farlo perché, lo ricordiamo bene, parecchi anni addietro da lui partì la scintilla del «nuovo corso» per l’avvenire termale di Bobbio.

C. M.

Da La Trebbia del 3 novembre 2005

Siamo ormai giunti alla fine del 2005 e sentiamo la necessità di aggiornare le notizie sui lavori preventivati sulle Terme. Siamo ottimisti e vogliamo crederci.

Previsioni ottimistiche, entro il 2008 aperte al pubblico le Terme di Bobbio

I soldi ci sono e le Terme di Bobbio si faranno entro la fine del 2007 o l’inizio del 2008. Lo assicurano i proprietari dell’area e futuri gestori del complesso termale, fugando i dubbi che hanno accompagnato i ritardi del progetto, rispetto all’originaria tabella di marcia.

«In questi mesi – spiega Gabriele Ferrara, socio della “Erre Quadro Consulting” (società di consulenza coinvolta nella “partita” assieme alla società Terme di Bobbio) – abbiamo valutato la possibilità di sfruttare i circa ottocento metri di grotte che si trovano sotto le terme, svuotandole dall’acqua di fiume e canalizzando le acque termali».

«Ma il nuovo progetto, depositato in Comune a luglio, va avanti – assicura Ferrara – costruiremo un nuovo stabilimento accanto a quello “STORICO” che verrà ristrutturato e ospiterà una beauty farm, i gabinetti per i trattamenti termali e una piccola foresteria. Mentre nel nuovo fabbricato saranno ubicate le terme vere e proprie con le piscine e gli impianti; inoltre altre piscine degradanti aperte al pubblico sono previste all’esterno».

A chi paventa il rischio d speculazioni, anziché un reale interesse al rilancio termale di Bobbio (assieme alle terme – ma sulla sponda opposta del Trebbia – sono previste villette e un albergo) la proprietà replica con fermezza. «Gli accordi di programma sottoscritti con il Comune parlano chiaro – garantisce Ferrara – prima deve essere realizzato il complesso termale e poi quello alberghiero-residenziale.

Per quanto riguarda l’albergo il nostro orientamento è quello di realizzare inizialmente una struttura di alto livello ma di dimensioni medio piccole (80 camere)».

«Noi puntiamo molto sulle Terme – chiarisce il portavoce della proprietà – ma una struttura termale tradizionale da solo non si mantiene. Di qui la necessità di creare servizi collaterali come la beauty farm e magari anche un centro rieducazionale. Quanto all’intervento edilizio – si tratta di prime case destinate alla popolazione locale e seconde case che verranno realizzate successivamente – sarà un villaggio residenziale di tipo “semi-ecologico” totalmente integrato nella natura».

I tempi? Esistono, per ora, previsioni di massima. Non una vera e propria scaletta. «Entro diciotto mesi dovrebbero partire il cantiere del nuovo edificio termale e in corso d’opera la ristrutturazione di quello vecchio di cui abbiamo lasciato solo le strutture portanti. Poi si cominceranno a costruire le prime case, l’albergo e le seconde case». Un’operazione che, complessivamente dovrebbe costare circa 30 milioni di euro.

«Progettista è l’architetto Arturo Martinelli, spiega il rappresentante della proprietà, specializzato in interventi riguardanti strutture termali e che ha lavorato anche per Versace».

gielle

Delibera 58 Data 13/12/2003
N.Prot.g. 10491 Data 15/12/2003
OGGETTO:

APPROVAZIONE ACCORDO DI PROGRAMMA PER LA REGOLAMENTAZIONE DEI RAPPORTI TRA LE TERME DI BOBBIO S.R.L., LA SOCIETà SAN COLOMBANO S.R.L. ED IL COMUNE DI BOBBIO PER LA DEFINIZIONE DELLE INIZIATIVE LEGATE ALLO SVILUPPO TERMALE.

L’anno duemilatre il giorno tredici del mese di dicembre alle ore 16 e minuti 55 nella sala consiliare si è riunito il Consiglio Comunale, convocato con avvisi spediti nei modi e termini di legge, in sessione ORDINARIA ed in pubblica.

Risultano presenti e assenti i seguenti Consiglieri:

CARICA Pr. As.

PASQUALI ROBERTO SINDACO X

BELLOCCHIO SERGIO VICE-SINDACO X

BELLAGAMBA PAOLO ASSESSORE X

LISI ROMANA ASSESSORE X

ROSSI MARCO ASSESSORE X

FRASSINELLI MICHELE ASSESSORE X

BERGAMINI CELESTINO CONSIGLIERE X

FILIPPINI NICOLA CONSIGLIERE X

PERINI ROBERTO CONSIGLIERE X

ZENOBIO RITA CONSIGLIERE X

MERLI LUIGI CONSIGLIERE X

GIAFUSTI CLAUDIO CONSIGLIERE X

CASTELLI GIAMBATTISTA CONSIGLIERE X

MAGGI FRANCO CONSIGLIERE X

ROSSI GIANFRANCO CONSIGLIERE X

GUGLIELMETTI LUIGI CONSIGLIERE X

Partecipa alla seduta il Segretario DOTT. MATTEO FISCHETTI, il quale provvede alla redazione del presente verbale;

Il sig. PASQUALI ROBERTO, in qualità di PRESIDENTE, dichiara aperta la seduta per aver constatato il numero legale degli intervenuti, invita i Consiglieri a discutere in seduta pubblica sull’argomento in oggetto:

OGGETTO: APPROVAZIONE ACCORDO DI PROGRAMMA PER LA REGOLAMENTAZIONE DEI RAPPORTI TRA LE TERME DI BOBBIO S.R.L., LA SOCIETÀ SAN COLOMBANO S.R.L. ED IL COMUNE DI BOBBIO PER LA DEFINIZIONE DELLE INIZIATIVE LEGATE ALLO SVILUPPO TERMALE.

IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso

che la società San Colombano s.r.l. ha acquistato dalla società IGLOO s.r.l. un terreno in sponda sinistra del fiume Trebbia di mq. 55.000 (cinquantacinquemila) in prte già classificato nel PRG vigente come area residenziale ed in parte come area destinata a servizi, terziario turistico alberghiera ed inoltre sono state acquistate le quote della società Terme di Bobbio s.r.l. al 98%.

Considerato

Che la presente seduta consiliare si è resa necessaria per stipulare l’accordo di programma e per consentire alla proprietà di illustrare i programmi, i progetti, i modi ed i tempi per l’apertura delle terme e delle altre attività annesse alle stesse, sia in sponda destra sia in sponda sinistra del fiume Trebbia, rispettivamente in loc. Terme ed in loc. S.

Martino di Bobbio.

Visto l’allegato schema di accordo di programma, concordato con proprietà, ed esaminato favorevolmente dalla Commissione Comunale Terme nella seduta del 12/12/2003;

Visti i pareri favorevoli dei Responsabili del Servizio uffici tecnici e del Servizio di ragioneria, espressi ex art. 49 del T.U. n. 26772000,

Ad unanimità di voti espressi in forma palese:

DELIBERA

Di approvare l’Accordo di programma per la regolamentazione dei rapporti tra le Terme di Bobbio s.r.l., la Società San Colombano s.r.l. ed il Comune4 di Bobbio per la definizione delle iniziative legate allo sviluppo termale, allegato alla presente deliberazione e formato da n. 9 articoli.

Di dichiarare con successiva votazione unanime la presente deliberazione immediatamente esecutiva.

Di dare atto che al termine dell’approvazione della presente deliberazione l’Accordo di Programma è stato stipulato fra le parti contraenti.

ACCORDO DI PROGRAMMA

PER LA REGOLAMENTAZIONE DEI RAPPORTI TRA LE TERME DI BOBBIO S.r.l., LA SOCIETÀ SAN COLOMBANO S.r.l. ED IL COMUNE DI BOBBIO PER LA DEFINIZIONE DELLE INIZIATIVE LEGATE ALLO SVILUPPO TERMALE.

PREMESSO

Che la società San Colombano S.r.l. ha acquistato dalla società IGLOO S.r.l. un terreno in sponda sinistra del fiume Trebbia di mq. 55.000 (cinquantacinquemila) in parte già classificato nel PRG vigente come area residenziale ed in parte come area destinata a servizi, terziario turistico alberghiera ed inoltre sono state acquistate le quote della società Terme di Bobbio S.r.l. pari al 98%.

TRA

Il Comune di Bobbio nel seguito detto Amministrazione, in persona del Sindaco di Bobbio, rag. ROBERTO PASQUALI, nato a Bobbio il 19/07/1957 e domiciliato per la sua carica presso il Comune di Bobbio, piazzetta Santa Chiara n°1

E

La società Terme di Bobbio S.r.l. nella persona del suo legale rappresentante pro-tempore. Sig. ENRICO EULA nato a Torino il 27/08/1962 Amministratore Delegato;

La Società S. Colombano S.r.l. nella persona del suo legale rappresentante pro-tempore, sig. ROBERTO GAROSCI nato a Torino il 20/09/1958 Presidente,

SI CONVIENE E SI STIPULA QUANTO SEGUE

Art. 1 Oggetto dell’Accordo di programma

Il presente Accordo definisce i rapporti fra l?Amministrazione Comunale, le Terme di Bobbio s.r.l. e la società S. Colombano s.r.l. al fine di assicurare e definire i modi ed i tempi per l’apertura delle terme e delle altre attività annesse alle stesse, sia in sponda destra sia in sponda sinistra del fiume Trebbia, rispettivamente in loc. Terme ed in loc. S. Martino di Bobbio.

Art. 2 Impegno dei proprietari

Le proprietà si impegnano, sottoscrivendo il presente accordo di programma, alla riapertura delle Terme, alla realizzazione di una clinica estetica in sponda destra e di un albergo (di almeno 80 camere) con annesse aree verdi, dotato di servizi, parcheggi, piscina coperta e scoperta e di una beauty farm in sponda sinistra.

Art. 3 Uso pubblico degli impianti

Le proprietà si impegnano a stipulare con l’Amministrazione Comunale una convenzione mediante la quale gli impianti, piscina coperta e scoperta potranno essere utilizzati dai residenti e dalle scolaresche e le tariffe saranno quantificate di comune accordo e con separato atto da stipularsi tra l’amministrazione e i proprietari stessi.

Saranno previste anche tariffe agevolate per i turisti giornalieri che volessero usufruire di tali strutture.

Art. 4 Referente dell’Amministrazione

L’amministrazione, si impegna ad individuare un referente responsabile dei rapporti fra Essa e le proprietà, da nominarsi fra il personale dipendente dell’Amministrazione o in subordine da personale esterno legalmente incaricato.

Art. 5 Oneri a carico della proprietà

I proprietari San Colombano S.r.l. e Terme di Bobbio S.r.l. si impegnano, in via prioritaria, a realizzare le opere indicate all’articolo, 2 e precisamente:

Riapertura dello stabilimento termale entro il 30/06/2005;

Realizzazione della clinica estetica entro il 30/06/2005;

Realizzazione dell’albergo ed attrezzature in loc. S. Martino entro il 31/12/2006;

I tempi sopra previsti sono fatti salvo fermo cantiere per imprevisti e per eventi eccezionali e comunque motivati e concordati tra le proprietà ed il responsabile dell’Ufficio Tecnico.

Art. 6 Oneri a carico dell’Amministrazione comunale

L’Amministrazione Comunale:

si impegna ad accelerare entro i limiti minimi ed indispensabili l’iter di approvazione delle varie pratiche necessarie all’ottenimento da parte della proprietà delle autorizzazioni, permessi e quant’altro necessario alla realizzazione delle opere di cui all’art. 2.

Si impegna,inoltre, ad adottare entro il 31/12/2003 una variante al PRG vigente allo scopo di estendere la possibilità edificatoria prevista dall’area denominata “2” sulla parte di proprietà della Società San Colombano esclusa l’area a destinazione PZR. Detta area esprimerà una potenzialità edificatoria di 2.500 mq/ha.

Si impegna ad approvare definitivamente detta variante specifica entro il 31/03/2005.

L agiunta autorizzerà su richiesta della proprietà entro cinque giorni a presentare il P.P.i.P. (Piano Particolareggiato di Iniziativa Privata).

L’Amministrazione s’impegna inoltre a portare in adozione detto P.P.i.P. entro dieci giorni dalla sua presentazione come da protocollo.

L’Amministrazione s’impegna ad approvare definitivamente detto P.P.i.P. solo dopo la inaugurazione e riapertura dello stabilimento termale e la realizzazione della clinica estetica.

Rimane inteso che nell’eventualità che le date stabilite dall’art. 5 ai punti “a” e “b” dovessero subire dei ritardi anche tutte le altre date sopra citate nel presente articolo slitteranno di conseguenza e per lo stesso periodo.

Sarà facoltà della proprietà chiedere di anticipare i tempi delineati nel presente articolo previa presentazione di una garanzia fidejussoria con testo concordato con l’Amministrazione di un importo minimo pari a 1. 000.000,00 Euro.

Art. 7 Opportunità occupazionali

La proprietà s’impegna ad assumere prioritariamente, personale o farsi garante su eventuali gestori terzi, personale, se presente, residente in Bobbio o nei Comuni limitrofi appartenenti comunque alla Comunità Montana Appennino Piacentino, da inserire nella gestione delle attività che verranno poste in essere in sponda dx ed in sponda sx ad esclusione di figure professionali altamente qualificate non reperibili in loco.

Art. 8 Attività di comunicazione e divulgazione

L’Amministrazione comunale in accordo con i proprietari potrà decidere, senza nessun vincolo o impegno di sorta, a promuovere il complesso termale e a diffondere attraverso le proprie strutture ed i mezzi che riterrà più idonei le attività svolte.

Le proprietà si impegnano altresì ad accompagnare alle forme di comunicazione eventualmente autogestita le informazioni recanti i logotipi dell’Amministrazione che rendano evidente il processo di collaborazione fra i due soggetti.

Art. 9 Clausola arbitrale

In caso di controversia tra le parti inerente al presente accordo queste verranno demandate ad un collegio arbitrale costituito da tre membri di cui due nominati rispettivamente dalla proprietà e dall’Amministrazione Comunale ed il terzo nominato di comune accordo dai due prescelti. Qualora non fosse raggiunto tale accordo, la nomina sarà demandata al Presidente del Tribunale di Piacenza.

Letto e confermato viene sottoscritto dalle parti.

Bobbio, 13 dicembre 2003

Firmato:

SOCIETÀ TERME DI BOBBIO S.r.l. ENRICO EULA

SOCIETÀ SAN COLOMBANO S.r.l. ROBERTO GAROSCI

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE ROBERTO PASQUALI

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