Il notiziario Bobbiese

notizie dalla città di Bobbio

  • Siti Interessanti

Archive for maggio, 2009

1910/09/18 – Nuove scoperte circa l’antico pavimento a mosaico della Basilica di S. Colombano

19th maggio 2009

Da La Trebbia del 18 settembre 1910

Sempre ed unicamente allo scopo di preparare un progetto di massima per la conservazione del mosaico coordinata all’accesso alla crpta inferiore, si continuò lo sterro che pose in luce, in cornu Epistolae l’intera prima zona, cioè susseguentemente alla scena del centauro in tenzone colla chimera, l’altra di un ben brutto satiro in tenzone col drago alato. Nella seconda zona, al fatto d’armi, ritenuto delle Crociate, altro che si rapporta a Re Antioco, ne avvisa l’iscrizione «Antiochus Rex» I quadri finiscono con bordura parallela all’asse principale della chiesa, donde la congettura sicurissima che lì terminasse il pavimento a mosaico.
Anche di sotto la scala minore che, da quella parte, dava accesso mediato alla cripta, è uscita in luce qualche cosa della larga bordura di confine che viene ad indicarci così, dove finendo il tappeto pavimentarlo a mosaico, cominciasse la gradinata di salita al presbitero. Da avvertirsi che la parte ora scoperta non interrotta né guasta da sepolture, è benissimo conservata, per cui, se coll’identico sterro che si praticherà dalla parte opposta, eguali saranno i risultati, e pari risultati daranno taluni cunicoli da praticarsi nella parte tuttora sepolta, sarà una volta meglio provato ed assicurato che il mosaico è dell’estensione di mq. cento circa, e per la sua estensione e buona conservazione costituisce un pagina interessantissima di storia dell’arte.

Posted in La chiesa di San Colombano | No Comments »

1910/07/31 – Il pavimento a mosaico in S. Colombano

19th maggio 2009

Da La Trebbia del 31 luglio 1910

L’illustre Prof. Conte Cipolla, edotto della scoperta, espresse per parte sua il vivo desiderio che gli scavi si continuino nella fiducia altresì che dal sottosuolo attuale dell’edificio escano conferma di documenti storici di prima importanza. Anche per questo titolo auguriamoci che il Ministero della P.I. venga in aiuto.

Posted in La chiesa di San Colombano | No Comments »

1910/07/10 – Ancora il pavimento a mosaico in S. Colombano

19th maggio 2009

Da La Trebbia del 10 luglio 1910

Deputatovi dall’Ufficio regionale di Torino, venne l’egregio architetto Cecilio Arpesani, in presenza del quale proseguita una parte di scavi e praticatisi alcuni cunicoli, comparve tosto una terza zona rappresentante i mesi dell’anno e le costellazioni: gli stessi nomi inseritivi – Augustus, Novembre, Virgo, Sagittarius – lo direbbero, quando ben chiaro non lo rivelassero le scene che l’autore o gli autori del mosaico vollero raffigurare.
A quest’ora, sono 50 metri circa quadrati di pavimento scandagliato, (diciamo scandagliato, non scoperto), ma le zone evidentemente si susseguono lungo l’asse principale della chiesa, né è dato ancora precisare dove esse arrivino. L’opera è giudicata, senz’altro, importantissima, ma datene l’estenzione, certo non è possibile coordinarla ai progettati restauri della cripta.
L’idea pratica quindi che, quasi unica, oggi si affaccia, tanto più che lo spessore di m. 2,35 di terreno di riposto la permetterebbe ben comoda, è la galleria sotterranea, la quale, pur rispettando l’ordine attuale del tempio superiore, tutelerebbe e lascerebbe in evidenza l’opera medioevale.
La si farà, ovvero lasciata scoperta, come indice rivelatore, una piccola parte del mosaico, il resto verrà nuovamente sepolto? Ecco il problema quanto facile nella sua risoluzione tecnica, altrettanto arduo nell’esecuzione pratica, unicamente pei mezzi che mancano qualora il Ministero della pubblica Istruzione non venga in soccorso.

Posted in La chiesa di San Colombano | No Comments »

1910/02/27 – La solenne ricognizione di Corpi Santi venerati nhella Cripta della Basilica di S. Colombano.

19th maggio 2009

Da La Trebbia del 27 febbraio 1910

Come già annunciammo, Giovedì 17 c. si procedeva in S. Colombano alla solenne ed ufficiale ricognizione dei Corpi Santi che da secoli là riposano. La giornata splendida era irradiata da un lucidissimo sole invernale, che, spingendo il suo raggio furtivo nella Cripta oscura, pareva sorridere a quello risvegliarsi di sacri avanzi, che nella vita avevano così bene armonizzato al concerto melodioso e solenne della natura, inneggiante al suo creatore.
Festa della Religione e dell’Arte, fu con decorata della presenza di chi e dell’una e dell’altra sono gli Apostoli instancabili e gli amorosi cultori.
Alle ore 9,30 con S. Ecc. Mons. Vescovo discendevano nella Cripta il Ven. Capitolo del Duomo, il Seminario, il Clero dela Città, il Prof. Maccarelli, Insegnate di arti belle alle Scuole Normali, e chi nello sviluppo edilizio della nostra cittadina ha la parte più attiva ed illuminata: i capimastri Cella e Bianchi.
Previe le preghiere di uso, il giuramento dei suddetti capomastri, e la costituzione dei testimoni dell’Atto nella persona del Rev.mo P. Ambrosiani e Prof. Zaccarelli Staglieno, detti capomastri iniziano l’operazione, scoperchiando l’urna in marmo lavorato, rettangolare, sporgente dalla parete sinistra entrando fra quella di S. Bertulfo e quello di S. Cumiano.
Urna dei Corpi Santi. In detta urna, della quale non è cenno storico chiaro, si trovò una cassetta di legno che fu trovata contenere varii oggetti in legno, metallo ecc., miti a polvere e terriccio, probabilmente avanzi di sepolcreti antichi, racchiudenti le spoglie di uomini santi.
Urna di S. Cumiano. Sospesa di fronte, addossata alla parete «a parte sinistra S. Columbani, versus mane», come affermano i documenti, scoperchiata si rivelò contenente una cassa di legno, in cui erano chiuse ossa umane in buon stato, che i documenti direbbero di S. Cumiano e Romano con altri. Fu tolto anche la conosciutissima tavola marmorea scolpita e recante la famosa iscrizione Cumiana di sapore tutto Eucaristico, che documenta il contenuto dell’urna sovrastante.
Urna «in cornu Epistolae» Si passa quindi a scoperchiare e scomporre l’urna, pure marmorea posta in capo alla parete destra «prope altare S. Athalae» (cf. Document.), in cui fu rinvenuta una cassa di legno racchiudente piccole ossa e frammenti e detriti; due piccole olle di terra cotta contenente frammenti umani e detriti: una raccolta complessiva di sacri avanzi che secondo i documenti del secolo XV sarebbero dei SS. Valcario, Suniberto, Rataldo, Pietro, Rotrada verg., Matroneo, Bandacario, Allo, Teoperto, Petronolla verg., Andrea, Leone, Agibodo, Leopardo, Cuniberto, Tuniprando, Suniverga ver., Giovanni, Bladolfo, Teodebaldo.
Urna S. Bobuleno. S. Bobuleno fu il 4° Abbate che presiedette al Monastero Bobbiese: se ne aperse l’urna collocata sulla parete di fronte «in cornu Evangelii», e fu trovata racchiudere un cassetta di legno, che, aperta, mostrò il teschio ben conservato con le ossa, appartenenti, secondo l’iscrizione in caratteri del tempo, a S. Bobuleno.
E con questo si interruppe la ricognizione, che fu ripresa il giorno seguente, al quale si riservò la verifica delle due Urne più grandi con sottostante altare, ora demolito.
Urna di S. Bertulfo. Fu il III Abb. del Monastero e fu sepolto nel sarcofago in «cornu Evangelii», come dice il documento: «a parte sinistra versus septentrionem», i sacri resti del quale il lungo andare di secoli ha ridotto in polvere e frantumi, che furono convenientemente raccolti e suggellati.
Urna di S. Attala. Immediato successore di S. Colombano nel governo del Monastero fu tumulato e venerato nel sepolcro «in cornu Epistolae» «a parte destra versus maridionem» del quale pure il tempo non ci lasciò che pochi preziosi avanzi che furono raccolti come sopra.
Quanto fu ritrovato, scoperto e scomposto fu diligentemente registrato, sigillato, e fu deposto o nella Sagrestia superiore o nel braccio chiuso dell’inferriata in attesa che qualche perito istologo faccia competente verifica ed elencazione delle SS. Reliquie e valente archeologo interpreti il valore ed il significato delle tombe scomposte.
Ed ora si sta rimestando la Cappellina laterale sinistra detta di S. Silvestro, dove pallidi ed incerti indizi davano sepolti altri uomini illustri nella storia della santità cristiana.
Al presente però non fu ritrovato che un sepolcro proporzionato a statura normale, scavato in pietra arenaria e scolpita, che nella forma, nella iscrizione rivela probabilmente una tomba dell’epoca romana.
Mentre con sincera soddisfazione registriamo colla fedeltà di cronisti queste ricerche ispirate all’amore della religione e dell’arte come di un giusto orgoglio della pure glorie religioso civili della nostra Città, mandiamo il nostro riverente grazie ai forti figli d’Irlanda e loro E.mo Primate che, come dice l’atto di ricognizione, resero possibile questo glorioso ritorno sulle orme di un passato illustre per fede, cultura e lustro civico.

Scoperta di una tomba romana nella cripta della Basilica di S. Colombano.

Il 22 Febb. corr. nella cripta della Basilica di S. Colombano scomposto l’altare in manufatto della cappella di S. Silvestro, (detta pure della Madonnina per l’immagine antica della B. V. del Penice, ivi sopra un pilastro affrescata nel secolo XIV), con sorpresa, fu scoperta una grossa urna sepolcrale lung. m. 2,04 larg. cent. 70, prof. centimetri 56, di poco più ristretta alla base. È scavata in un unico blocco di pietra; il coperchio a sigillo tombale, alquanto più largo, diviso in due pezzi, s’inserisce, per appositi incastri, all’urna medesima, che fu indubbiamente manomessa, chissà da quanti secoli, come per parecchi altri secoli, dovette servire per accogliere reliquie di corpi santi: fu trovata affatto vuota e col lato di fronte rivolto invece verso la parete. Il lato posteriore, ruvido affatto ne avvisa che, in origine, essa posava dove che sia, a qualche muro vicina; quelli di fianco e di fronte lavorati e sagomati a specchi di buon disegno e fattura. Nello specchio o targa frontale di mezzo, in bella lettera capitale quadrata, lapidaria è chiarissima quest’iscrizione:

C COCCEI ALEXANDRI
C. COCCEIVS TERENTIANUS
PATRI PIENTISSIMO

salvo errore: al padre amorosissimo Caio? Cocceio Alessandro il (figlio) Caio? Cocceio Terenziano.
Secondo noi, salva la relativa importanza dei vasi o urne cinerarie scoperte in frazione di Cognolo, poco dopo il 1850, sarebbe questo il primo ed unico monumento sin qui che ne assicura di una civiltà sviluppata in Bobbio, prima non poco, della venuta di S. Colombano. Il nessunaccenno o simbolo cristiano, la qualità delle lettere, la forma, disegno ed esecuzione dell’urna, non certamente importata, data il suo peso enorme, ed altre circostanze parecchie, ne accerterebbero che siamo dinanzi ad un’opera romana anteriore al periodo della decadenza.
Salvo a ritornare sull’argomento, siamo frattanto lieti di darne la prima notizia sul nostro modesto giornale.

Posted in La chiesa di San Colombano | No Comments »

1910/01/30 – Ripresa dei lavori nella Cripta di S. Colombano

19th maggio 2009

Da La Trebbia del 30 gennaio 1910

I lavori di restauro alla Cripta di S. Colombano, interrotti il 22 dicembre u.s., furono ripresi dopo il sopraluogo fatto dall’Arch. Arpesani nei giorni 13, 14 e 15 corr.
La Cripta va sbarazzandosi degli ingombri materiali e stilistici e rettilineando le sue angolosità parietali.
Ad illustrare il procedere dei lavori, che speriamo abbiano in seguito ad assumere una grandiosità che si rifletta anche nella Basilica, diano questi cenni documentarii.
Di tre altari nella cripta di S. Colombano, del S. Patrono nel centro. di S. Attala II Abb. a destra di S. Bertulfo III Abb. a sinistra di chi entra nella cripta, si ha memoria nell’Istrumento di consacrazione fattane da Mons Luchino Trotti (Vesc. 1482-94), il 18 Settembre 1485, a rogito Not. Colombano de Cagastino. Quello nel centro coll’arca, opera della rinascenza – alla volta fu detto nel nostro giornale – venne scomposto nella metà del secolo scorso.
Gli altri due, ingrossati e goffamente rivestiti in muratura, oggi, sgombrata la muratura, lasciano allo scoperto una grossa lastra d’arenaria di m. 1,85 per 0,80 per metà inserita nel muro e per l’altra sporgente. Questa doveva costituire la mensa dell’altare sottoposto rispettivamente all’arca di S. Attala e all’arca di S. Bertulfo.
I medaglioni che sostengono le due tombe, sono stati lavorati nel secolo XV al quale secolo appartengono pure gli affreschi di ornamentazione non limitata a semplici motivi decorativi, ma istoriata. In loculo entro muro erano due piccole tazze in terracotta contenenti, come la sacra liturgia esige, ossa e ceneri di S. Martiri, e corrispondevano al centro della lastra d’arenaria sovrapposta, mensa, già si disse, di ciascuno dei due altari. Le tazze colle reliquie furono trovate nell’apposito loculo, il mattino del 18 corr., ed una reca fregi di buona fattura. Tutto viene man mano confermandoci nell’idea che la cripta, nella sua costruzione architettonica, e nella sua parte ornamentazione o decorazione, è opera della rinascenza, che, a vero dire, ebbe poco rispetto per opere di antichità assai veneranda, come assai meno ne ebbero poi, alla lor volta verso di essa i barocchismi dei secoli appresso. Frattanto la cripta, sotto la mano geniale e sicura dell’Ing. Arpesani, va riprendendo le sue linee gentili.

Posted in La chiesa di San Colombano | No Comments »

1909/12/08 – Diario dei lavori di restauro nella Cripta di S. Colombano

19th maggio 2009

Da La Trebbia del 8 dicembre 1909

20 e 21 Ottobre – Si rimuove l’organo della basilica, dovendosi abbattere il muro di divisione tra il coro e la sagrestia, onde alleggerire il volto della Cripta sottostante e poter così togliere la balaustra e i quattro pilastri che ingombrano la stessa cripta.
5 Novembre – Si trasporta l’urna contenente le reliquie di S. Colombano dalla Cripta alla chiesa superiore nella Cappella di S. Mauro, ove si conserva il S.S. Sacramento, e posta su apposito altare provvisorio, ove rimarrà fino a lavori ultimati.
8 e 9 Novembre – Il giorno 8 giunge da Milano l’ing. arch. Arpesani che disegnò e dirige i lavori stessi di restauro. È accompagnato dal pittore Comolli, pure di Milano, il quale eseguirà i lavori di decorazione. Nel giorno seguente gli artisti ripartono.
17 Novembre – Si fanno i ponti di legno per l’abbattimento del muro suddetto.
18 Novembre – Si rimuovono accuratamente i frammenti artistici dell’altare di S. Colombano, che serviranno per la ricomposizione del Sepolcro. L’operazione è fatta dallo scultore Colombo venuto appositamente da Milano,
19 Novembre – Si incomincia la demolizione degli altari della Cripta; cioè di S. Colombano, di S. Attala e di S. Bertulfo. Entro l’altare di S. Colombano venne trovato l’antico altare in pietrame con affresco rappresentante l’ Ecce Homo già guasto in parte e di cui fu presa la fotografia dal C.co Mario Fanchiotti, Vice-Rettore del Seminario.
20 e 21 Novembre – Si continua la demolizione dei detti altari e la rimozione del vecchio pavimento della Cripta.
24 Novembre – Si ripigliano i lavori per l’abbattimento del muro di divisione tra il coro e la sagrestia della chiesa.
30 Novembre – Si comincia nella Cripta il lavoro per la rimozione della lunga balaustra, demolendo prima i tre archi sovrastanti che figuravano di sostenere il volto e poscia i due pilastri. Scolpita su di un masso in capo a detta balaustra leggevasi la data 11 novembre 1724.
Nello stesso lavoro si continuò il 1° dicembre.
Dal 2 al 7 dicembre gli operai sono occupati per levare l’intonaco dalle pareti e dal volto. Intanto il giorno 4 altri uomini, facendo scavi all’intorno per la costruzione d’un’intercapedine, trovarono delle ossa, ed il giorno 6 degli scheletri.
Questo fatto ci rammenta il detto scritturale: «Sit memoria illorum in benedictione et ossa eorum pullulent de loco suo» (Sia in benedizione la loro memoria e le loro ossa germoglino dal luogo ove riposano).

Posted in La chiesa di San Colombano | No Comments »

1909/09/19 – Storia ed arte nei restauri della Cripta di S. Colombano

19th maggio 2009

Da La Trebbia del 19 settembre 1909

urna-san-colombano-1900caFinalmente ci è dato illustrare nei limiti della possibilità e competenza i progettati restauri della Cripta di S. Colombano, valendoci della succosa relazione spedita all’E.mo Card. Logue negli scorsi giorni, dovuta alla penna erudita ed appassionata per le memorie Bobbiesi di Mons. Cesari Bobbi, Vicario Generale. Poiché oggi negli studi ed opere di restauro è invalso il criterio geniale di bellamente intrecciare storia ed arte, ridonando le produzioni artistiche alle loro forme primitive, era giusto e naturale quanto armonico al gusto estetico, che anche i restauri in S. Colombano si progettassero alla luce di questo criterio.
Occorreva pertanto interrogare la storia, dalla quale doveva sbocciare la concezione artistica che dirigesse il lavoro.

La voce della storia

«Bobbio asseriva un tempo fa un entusiasta delle nostre glorie l’illustre Very Rev. Thomas I Shahan D.D. Rettore dell’Università di Washington, è ammalata la storia». La frase un po’ oscura, sul labbro di uno storico doveva avere un significato, che ci pare d’avere intravisto nel fatto che la Città di Colombano ha nella storia un nome e un posto non comune nei rapporti gloriosi colla scienza e coll’arte, posizione privilegiata, che vicende successive, dovute a smarrimento d’entusiasmo per la scienza e di criterio artistico scossero ed appannarono. Tali le vicende del nostro Santo.
Dai documenti vagliati dalla critica risulta:
1 – Le spoglie sante di Colombano furono sepolte nel centro della Cripta attuale in sarcofago probabilmente fiore terra, nel quale fu rimesso ricondotto da Pavia, dove sotto l’Abb. Gerlanno (928 – 940) era stato traslato e vi rimase fino alla seconda metà del sec. XV.
2 – Verso l’anno 1482 l’umidità minacciante la conservazione delle S. Reliquie di S. Colombano e dei Santi discepoli e uomini illustri, sepolti quasi a corona intorno al Fondatore, persuase a collocarli in alto in urne a formare le quali furono capricciosamente usati i marmi fregiati dei sepolcri antichi. Anche il santo venne rialzato e le reliquie di Lui riposte in un’Arca di marmo, magnifica opera in puro stile rinascimento dovuta allo scalpello del milanese Giovanni De Patriarchis compiuta nel 1480. Divisa in tre parti istoriati con sovrapposta l’intera figura del Santo in pieno rilievo quale può osservarsi nei resti scomposti che fregiano l’attuale altare, l’urna fu applicata alla parete di mezzo della Cripta e bellamente circondata da quella splendida cancellata in ferro che ogni buon bobbiese ammira e fa notare nl lato destro della Cripta pregevolissimo lavoro del 1500.
Essendo accertato che anche i volti a vela e colonne in arenaria devonsi al secolo XV, può affermarsi che salvi i muri perimetrali ed insigni frammenti marmorei probabilmente del secolo VII, tutto l’insieme della Cripta attuale è una pregiata produzione della rinascenza.
3 – Il barocco del sec. XVIII ingombrò la cripta dalla balaustrata che guasta l’armonia e sfiora le bellezze del rinascimento, che ebbe a soffrire altro e peggiore sfregio dal microcefalismo estetico della metà del sec. XIX, al quale dobbiamo lo spostamento della parete verso il centro. Questa disfatta e sostituita dall’attuale in legno dorato, servì per somma ventura di riempitivo stridente all’altare, stile Impero sul quale poggia un tempietto a stucco, che copre e protegge le spoglie del Santo, come oggi osservasi vero strazio della storia e dell’arte.
tombaQuesti i dati della storia che ad una voce coi preziosi frammenti di vera arte gridano da tempo: ritorniamo all’antico! E la voce ormai è raccolta; la storia ha trovato una mente aperta alle graziose concezioni dell’arte cristiana che fu, e oggi possiamo presentare i progetti ideati dal Chiarissimo Arch. Arpesani, che lo slancio generoso dei figli d’Irlanda congiunto alla collaborazione bobbiese darà modo, speriamo fra breve, d’attuare.

Il compito dell’arte

Per rispondere alla voce della storia l’arte non ha che un compito: demolire, scomporre, per darci la ricostruzione che nell’insieme e particolari ritorni alla Cripta le caratteristiche della rinascenza.
E fu precisamente così inteso dal ch.mo Arch. Arpesani, che confortato dall’alta e competente approvazione dell’Illustre Comm. D’Andrade, presidente della Commissione Governativa di vigilanza sui monumenti dell’antico Piemonte e Liguria, si accinge a questo ritorno artistico destinato a riuscire una geniale interpretazione storica.
Al piccone demolitore spetta innanzi tutto sbarazzarsi del barocchismo del secolo XVIII, liberando la Cripta dagli archi, pilastri, e balaustra informati a quello stile; lavoro breve e facile in apparenza, ma che richiede un’importante armatura interna che sostenga il muro divisorio – qualche cosa di più artistico e gentile (se una nuovissima idea dell’Architetto è destinata a realizzarsi) fra il coro e la sagrestia della Basilica. Sgombrato il barocco, anche le produzioni stile impero (tempietto ed altare) scompariranno, e l’opera intelligente dell’artista ci darà ricomposta l’Arca del 1480, nella quale gli avanzi sopravissuti formeranno la facciata, i due fianchi e la parte superiore, mentre una creazione armonica allo stile darà la parte a tergo, in tre riparti, nei quali a conveniente iscrizione s’accompagnerebbero gli stemmi d’Irlanda e di Bobbio.
cancellata-1900caL’Arca così ricomposta e racchiudente le Ossa venerate di Colomabano verrà sempre per docilità alla storia, collocata nella campata centrale della Cripta, là dove i documenti la collocano prima del 1462 e precisamente in piano, ed intorno intorno un basso cancello in ferro, identico stile, allacciando le colonnette della campata centrale, racchiuderà l’urna preziosa.
L’illusione artistica di essere ritornati ai tempi vetusti di Colombano sarà rafforzata dal fatto che fra l’Arca ed il muro sorgerà un grazioso altarino, stile quattrocento, in linee sobrie e semplici che darà modo al sacerdote celebrante di avere di fronte la folla dei devoti.
Altarini laterali sottosteranno agli attuali sarcofaghi di S. Attala e B. Bertulfo in bella armonia con tutto l’insieme, mente le S. reliquie o Corpi Santi, raccolte in urnette marmoree, saranno disposte in luogo che ancora non è precisato.
Qui alcuno potrebbe domandare qual sorte attendano e la magnifica cancellata in ferro e gli avanzi dell’urne, destinate a scomporsi. Non essendo effettuabile, per diversità di vedute artistiche e mancanza di piena luce storica il disegno di formarne il cancello all’urna del Santo, con pensiero felice, si vorrebbe utilizzarne l’attuale posizione per chiudere una specie di museo archeologico Colombiano che andrebbe formandosi nella parte più antica che non fa corpo colla Cripta. Quivi sarebbero raccolti tutti gli avanzi preziosi per antichità e per arte che attualmente esistono sparsi o verranno alla luce nel lavori di restauro.
A corona, compimento e perfezione di tanto lavorio, una decorazione consona al restauro, sobria e stile rinascenza fregierà vele, archi e pareti, alla quale una pavimentazione studiata e ben disposta darà conveniente risalto.
Tali le linee sommarie dell’indovinato progetto che, una volta attuato, ritornerà a Bobbio nostra, almeno in parte, lo splendore artistico di un giorno, sarà focolaio di vita religiosa più fortemente ed intensamente vissuta e formerà della Città del grande Irlandese la meta prediletta del pio, scientifico, patriottico peregrinare di quanti per fede, patria, scienza si sentono l’anima stretta al cittadino, allo scienziato, all’apostolo, al santo, a Colombano.

Le fotografie illustranti il progetto

Perché il visitatore della nostra Basilica possa rendersi ragione di quanto sopra abbiamo tentato di illustrare, pare opportuno aggiungere un’ultima parola che chiarisca i progetti di restauro graficamente presentati nelle fotografie esposte in S. Colombano. Riproduciamo dall’originale del sullodato chiarissimo Mons. Bobbi:
1 – La prima tavola: «Studio di restauro della Cripta di S. Colombano» presenta la pianta della Cripta sgombrata dai pilastri e dalla balaustra barocca, i muri perimetrali restando, come originariamente irregolari. A mascherare però, per quanto è possibile l’impressione del Visitatore il nuovo pavimento è così disposto che una croce latina, a mattonelle diverse, corre dall’ingresso alla parete ultima di fronte. Nella campata centrale, comprese nell’ambito delle quattro colonne e piccola ringhiera in ferro il pavimento sarà a formelle di maiolica istoriale, su cui poserà il basamento dell’Arca del santo. La croce retrostante segna la posizione del piccolo altare.
2 – Nella seconda tavola «Studio di ricomposizione dell’Arca del santo – Pianta» in più larghe proporzioni è l’arca ricomposta quale la si potrebbe vedere dall’alto in basso dall’occhio dello spettatore, che cioè la mirasse dal vertice del vôlto. Vi si scorgono tracciate in più larghe proporzioni anche le formelle in maiolica del pavimento, alcune delle quali recano anche dei fregi di prova.
3 – La terza tavola: «Ricomposizione dell’Arca del santo – Sezione Traversale» dà in profilo l’antica urna ricomposta, dalla parte di fronte, e lascia scorgere una delle quattro parti o lati del cancello in ferro che vi correbbe intorno. Vi si intravedono inoltre alcuni esempi della decorazione ideata per gli archi e per le vele dei volti.
4 – L’ultima tavola: «Studio per decorazione delle pareti» dà un abbozzo delle decorazioni in stile e rispondenza col tutto.
san-colombano-1913Chiudendo la presente illustrazione ci sembra doveroso un plauso sincero, sentito per l’anima d’artista che seppe ideare così luminoso ritorno alle prime glorie dell’arte della rinascenza sulle ruine dei secoli che seguirono l’Arch. Arpesani; un plauso per il grande mecenate che fu scintilla, stimolo, impulso generoso ad intraprendere le tante sospirate opere di restauro; il popolo d’Irlanda, il suo presule illustre l’Em.mo Card. Logue; un plauso ancora a chi nel lavoro paziente e nascosto dello storico fu indirizzo e guida nell’ideazione artistica; M. Cesare Bobbi. Plauso che sprigioni l’augurio del trionfo dell’artista cristiano, della perennità dell’entusiasmo religioso alla forte nazione Irlandese ed ai suoi presuli, dell’intima soddisfazione all’appassionato cultore delle memorie Bobbiesi nella constatazione dei suoi sogni compiuti.

Posted in La chiesa di San Colombano | No Comments »

Monte Penice

11th maggio 2009

Penice – m. 1460 è la vetta più alta della zona. Il primo nome sembra essere saltus Boielis, poi Alpecella e infine Penice a cominciare dal settimo secolo.

Il dizionario di toponomastica garzanti fa derivare il toponimo penna da una base prelatina in rapporto del latino pinnus (acuto), vetta rocciosa di forma aspra e acuta.

montepenice

Posted in Appunti di toponomastica | No Comments »

Pievetta

11th maggio 2009

ra Pé – frazione di S. Stefano d’Aveto. Per l’etimo vedi sopra s.v. Pieve – La Storia ecclesiastica bobbiese – Parte II – Fasc. I – pag. 57, identifica il “de plebe sexegnae vallis avanti del 1931 con la nostra Pievetta. Il toponimo Sexegnae si è perduto..

 

pievetta

Posted in Appunti di toponomastica | No Comments »

Cerisola

11th maggio 2009

serezöla -. Frazione del Comune di Rezzoaglio. Bolla di Innocenzo II del’8 marzo 1142 nel C.D.B.«ecclesiam de Ceresola cum pertinentiis suis» – Bolla di Lucio II del 15 marzo 1144 nel C.D.B. «ecclesiam de Ceresola cum decimis et pertinentiis suis». Nello stesso C.D.B. si trova: 1344, S.Petri de Zerexola astensis diocesis; 1344, S.Pietri de Celexola; 1346, S.Pietri de Cerexolis. Ma pare che quest’ultima voce non corrisponda alla nostra. Dal lat. “cerasa” il diminutivo di “ceraziola”. Neutro plurale con valore collettivo?. O femminile singolare. In dialetto locale “seréza” = ciliegia.

 

cerisola

Posted in Appunti di toponomastica | No Comments »