Il notiziario Bobbiese

notizie dalla città di Bobbio

1934/12/20 – Inaugurazione del Pensionato Femminile “Beato Gianelli”

2nd febbraio 2010

Da La Trebbia del 20 Dicembre 1934

Appena sulla fine dello scorso anno, la caserma dei RR.CC. si è trasferita da Piazza S. Colombano in via Roma nella sua nuova magnifica sede, le RR. Suore Gianelline hanno fatto iniziare i lavori nell’ex , da loro acquistata, per ridurla, adattarla per un pensionato femminile.
I lavori hanno preceduto con celerità tutta la testè decorsa estate: riattamenti, riabellimenti, rifacimenti. Si è costruita ex novo un’ala a ponente con a terreno il teatrino e superiormente la Cappella del Culto.
L’ingresso è dignitoso, accogliente: un vasto salone conduce alla Cappella, tutta piena di luce, vasta, tutta candore e misticismo.
Qui S.E. Mons. Matteo Pellegrino, accompagnato dal R. Capitolo della Cattedrale, domenica scorsa, 9 corr. alle ore 15, indossati i sacri paramenti, ha compiuto il solenne rito della Benedizione della Cappella e di tutto il fabbricato.
Un piccolo gruppo di Collegiali ha accompagnato la cerimonia con canti liturgici bene eseguiti, con accompagnamento di armonium.
Una delicata atmosfera paradisiaca avvolgeva collo stuolo delle 40 alunne, tutta la schiera degli invitati quando S. E. chiudeva la cerimonia colla Benedizione Eucaristica.
Finita la Funzione religiosa, ebbe luogo nel teatrino un ricevimento, durante il quale le alunne, a mezzo della signorina Caterina Poggi, hanno rivolto alle Autorità intervenute un bellissimo indirizzo di saluto e di omaggio.
Il R.mo Canonico Prof. Giuseppe Monteverde, interpretando il sentimento di tutti i presenti, in una magnifica rievocazione delle ultime vicende degli studi medi in Bobbio, elevò un incondizionato elogio e ringraziamento sincero all’azione tenace, viva, fascista del Podestà Cav. Renati che non risparmiò mezzi, coadiuvò tutte le iniziative perché nella nostra Città non si spegnesse la fiaccola degli studi ed a Val Trebbia fosse ridato con il ritorno delle Scuole Magistrali un po’ del suo antico splendore nel campo del sapere.
Chiuse la festa indimenticabile S. E. Mons. Matteo Pellegrino, nostro Vescovo col raccomandare alle gentili ospiti del Pensionato amore allo studio ed alla preghiera, ordine e disciplina nella vita, accennando che questi stessi locali fino a ieri accoglienti la caserma dei RR. CC., sono testimoni dell’ordine e della disciplina, superbe virtù della “Benemerita”.
Augurando bene per il domani delle studentesse che sono chiamate ad un’alta missione sociale, invoca per tutti le benedizioni del Cielo.
Gli applausi che avevano coronato gli altri discorsi si rinnovano sempre più vivi e passionali all’indirizzo del nostro amatissimo Superiore.
La visita ai locali fatta da tutti i partecipanti alla cerimonia ha rilevato in ogni ambiente, in ogni reparto, ordine, perfezione, razionalità nei servizi.
Alla Madre Superiora sono state rivolte da tutti parole meritate di compiacimento, di lode, di augurio.

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1933/02/12 – La caserma dei R.R. C.C.

2nd febbraio 2010

Da La Trebbia del 12 febbraio 1933

La caserma dei R.R. C.C. nella nostra città è stato uno dei problemi più duri e più lunghi da risolvere.

Circa 50 anni fa i CC. RR. alloggiavano nei locali dell’ex convento San Colombano, dove un tempo frusciavano tonache di penitenti ed oggi sciamano gli alunni delle Magistrali.
Non era certo, quello, il luogo più adatto per una caserma.
La famiglia Negri da circa mezzo secolo ospita, in una sua abitazione, in piazza S, Colombano, la Benemerita. Ma le disposizioni e la insufficienza dei locali ha sempre tenuta vivissima l’attenzione dei superiori Uffici per porvi rimedio.
Si imponeva lo sloggio e cercare altrove un’abitazione più consona ai servizi vari di una caserma.
In questi ultimi anni si sono fatte ricerche, studi, si è persino vagliata l’idea di ritornare nell’ex convento, ma non si poté venire a capo di nulla, Si è cercato acquistare fabbricati per adattarli allo scopo, ma a Bobbio non ve ne sono, atti allo speciale bisogno.
Allora non rimaneva che costruire interamente e coi criteri tecnici che il problema il fabbricato per uso caserma.
A questa decisione è venuta l’On. Amministratore Provinciale; dopo aver esperite tutte le altre vie. Ed oggi l’Impresa Bianchi è già intenta alle prime operazioni di scavo.
Il bel fabbricato sorgerà all’ingresso dell’abitato cittadino, sulla via Piacenza, di fianco al Santuario della Madonna dell’Aiuto, di fronte alla sede del Consorzio Agrario. Avrà una fronte i metri trenta e sarà di decoro all’edilizia urbana.

* * * *

La vecchia caserma cambierà (per modo di dire) ragione di vita.
Essa sarà trasformata in un pensionato femminile, il quale, sotto la direzione delle Suore Gianelline, fiancheggerà la vita del Regio Istituto Magistrale.
Così la nostra città alta si accerchierà nella sua parte migliore, il Piazzale San Colombano e ci auguriamo che, nel lavori di adattamento dell’ex caserma si tenga presente la rettifica della Piazza stessa, armonizzandone le linee.

* * * *

Il Comune di Bobbio, per andare incontro all’On. Amministratore Provinciale di Piacenza, la quale si assume l’onere completo della costruzione della caserma, ha acquistato a sua volta dalla stessa, il palazzo ex Tamburelli sito in questa città.
Questo palazzo non era adattabile per i servizi di caserma, mentre è molto pratico per gli attuali usi in cui è già adibito: Regia Pretura, sede del Fascio, dei Sindacati, e di varie altre Istituzioni Faciste.
Fabbricato con criteri signorili nella già via delle Grazie (ora Vittorio Emanuele) detto palazzo è stato di proprietà dalla Famiglia Tamburelli fino al 1883, anno nel quale dalla Malugani Maddalena vedova del fu Gelasio Tamburelli venne venduto all’Amministrazione Provinciale di Pavia, a rogito dott. Luigi Vecchi, per L. 18.820.
Quando nel 1923 Bobbio venne distaccato da Pavia ed aggregato a Piacenza e venne soppressa la R. Sottoprefettura, il Palazzo ex Tamburelli venne acquistato dall’Amministrazione Provinciale di Piacenza, che lo ha adibito ai servizi qui sopra citati.
Ora questo Comune si arricchisce di un altro fabbricato. C’è chi trova una ragione di povertà negli Enti pubblici che hanno varie proprietà.
Ma se Bobbio non fosse proprietario dell’ex Convento, del Palazzo Tamburelli del Fabbricato di Santa Chiara, dove potrebbe collocare tutti i pubblici servizi che la Legge o il dovere fascista mettono a carico Comunale?
Chi passa sotto i portici di San Colombano vede ed ammira tutte le “leggende” relative alle Istituzioni Fasciste ed alle Scuole Magistrali ed Elementari.
Chi sale fino in fondo a via Vittorio Emanuele trova la “Casa del Fascio”, /ex Tamburelli). Chi volta a sinistra dalla Casa Comunale (via IV Novembre) vede un bel fabbricato, purtroppo incompleto dove si aprono al sano divertimento del Dopolavoro le sale di Santa Chiara.
E tutto ciò in casa del Comune.
Oggi si potrà dire: stop! Sta bene ma siamo a posto.

Caserma 1920, l'immobile sarà poi destinato a sede del pensionato femminile Beato Gianelli

Caserma 1933

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1925/11/01 – Edilizia Bobbiese

2nd febbraio 2010

Da La Trebbia del 1 Novembre 1925

Quando veramente si vuole, con tutte le energie, la conquista è già per metà ottenuta, poiché volere è potere. Ricordiamo l’esempio di S. Colombano. Egli, venuto a Bobbio, volendo incivilire i rozzi abitanti, incontrò certo molti ostacoli, pure non si perdette d’animo e riuscì nel suo intento.

Ora i Bobbiesi devono seguire l’esempio del loro Protettore e continuare nella via che egli ha loro aperta dinanzi, e cercare di rendere importante questa semisconosciuta città, non lasciandosi raffreddare dal dubbio di potervi riuscire. Se gli abitanti di Bobbio si adoperassero perché in essa sorgesse qualche villa o albergo, avrebbero certo il vantaggio economico di vederli molto frequentati, perché Bobbio è una buona stazione balnearia e climatica.

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1925/07/26 – Agricoltura e polizia

2nd febbraio 2010

Da La Trebbia del 26 Luglio 1925

A Bobbio Nel Medio Evo

Togliamo e riassumiamo dalla benemerita consorella « L’ Agricoltura Bobbiese » un articolo storico dell’egregio concittadino I. Reposi, in fatto di Agricoltura. Sono gli statuti della Città di Bobbio, che risalgono al 1398, e che riguardano norme veramente savie e, per noi curiose in fatto di coltura dei campi, dei boschi e dei prati.
Sotto determinate pene c’erano, per esempio, colture obbligatorie per i proprietari e possessori di fondi – piantare ogni anno almeno 4 alberi domestici, sei vitigni di moscato, due di nocciole avellane, e due mandorli – e disciplinata la custodia quasi pubblica dei campi e dei vigneti per mezzo di campari o guardia campestri nominati ogni anno dal Consiglio comunale, ed erano pagato con vino e cereali e legumi; – proibita la caccia (De non eundo vineas ad cazandum) nei vigneti, così evitava l’occasione di danni ai raccolti e di litigi. Disposizioni speciali riguardavano a) la custodia del bosco del comune, per cui vi si proibivano dissodamenti, fornaci e scalvi di piante ecc. b) l’acqua del Bedo, che fu destinata non solo per l’irrigazione di orti e prati e campagne, ma anche per la cultura della canapa.
Anche il commercio aveva la sua disciplina: proibita per esempio l’introduzione del vino forestiero, ad eccezione del vino greco, e della vernaccia genovese (forse il vino delle Cinque Terre). Si vede che anche allora i nostri vini bastavano al bisogno degli abitanti.
E vi erano norme per i patti agrari per i contratti enfiteutici; norme per la confezione di certi prodotti, per l’esercizio di certe arti e mestieri; calmieri per merci e prestazioni d’opera; e nello stesso tempo obbligo di vendere merci e legumi nella piazza del Comune o della Chiesa maggiore, a cui bestiame minuto, pollame, uova, formaggio e simili generi dovevano essere portati.
Il bravo articolista I Reposi conclude ottimamente che in questo campo anche nella Bobbio del M. E. si trovano cose che parvero tramontate per sempre e sono invece riapparse da poco tra noi, giusta l’affermazione del poeta, « Multa renascentue quae jamcecidere».

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1921/10/16 – La strada del Santuario del Penice

2nd febbraio 2010

Da La Trebbia del 16 ottobre 1921

Essa ha già avuto l’onore di essere percorsa da un automobile quello di Felice Scuarzini di Genova e da un camions; è inghiaiata, e per ora si può dire ultimata. Ma la spesa oggi ha raggiunto le venticinquemila lire.

Ricordiamo, per chi nol sapesse, che l’anno scorso l’Amministrazione del Santuario, oltre alle spese ordinate fece costruito il portico nuovo, che portò una spesa di 8000 lire; il resto del fondo cassa S.E. R.ma il nostro Vescovo, lo diede per la nuova strada: e così in tutto 10.000.
Inoltre si sono avute le seguenti offerte private già pubblicate in parte.
Avv. Italo Della Cella L.100; Can.co D. Carlo Muzio L. 25; Can.co D. Luigi Melegani L. 30; Can.co D. Gaudenzio Bisetti L. 25; Sig. Cesare Gualazzini di Cremona L. 15; Sig.ra Ferragni L. 5; E.M.A nell’anniversario del figlio L. 5; C.D.L.Melegari altro L. 19; C. Vincenzo Tassi L. 28; D. Carlo Galli arcip. Mezzano L. 25; Malacalza Ger. Vaccarezza L. 20; Caprile Bart. Genova L. 5; Casaccia Gius e amici Genova L. 10; Avv. Manara L. 100; Sig. Bellocchio L. 40; Sig.ra Carmarino ved.va Bononnomi le figliuole prof. Amalia L. 30; Maria Muzio oltre L. 1075; Cav. Brucellaria Gius. E cugina Giac.a Lopez L. 50; Carloni Gerolamo L. 14; Offerte raccolte a New Jork dal sig. Emilio Ballerini industriale L. 1530; Date dagli infrascotti in dollari. V.Kario 0,50; signor Manna 0,50; sig.ra Maria Doldin 1; sig.ra Lizzie Pancrazi 1; sig. Pietro Gussi 1; sig.a Anna Bellocchio ved. Malugani 3; sig.na Gina Malugani 2; sig.na Pierina Malugani 2; Sig.na Lena Malugani 2; sig. e sig.ra Garibaldi Malugani 2; sig. Joe Cella 1; signor S. Manna 0,25; sig. J. Ciaglia 0,25; sig. Ernest Marubbio 1; sig. Johon Marubbio 1; sig. A.J, Ballerini 1; sig. Ray Ballerini 1; sig. Rose Montefrede 1; Famiglia Bellocchio 1; sig. Pietro Casartelli 0,50; sig. Giovanni Bellocchio 2; sig. Louis Bricca 1; sig. Alfred Bricca 1; sig.a Gazzola 1; sig. Toni Borrè 2; sig. e signora Arturo Malugani 2; A. Lombardi 1; sig. e sig.a A. Ballerini 2; sig.a Pellegrini Malatesta 1; sig.a Maggie Zurla 1; sig.Emilio Ballerini 5; sig. Clarecie Ballerini 1; sig. Giacomo Barbagelata 1; sig.na Evelyn Zerbarini 0,50; sig.na Jennie Zerbarini 0,50; sig. Carlo Zerbarini 2; sog.a Virginia Zerbarini in Barbagelata 1; sig. A.C. Collora 0,50; sig. Nick Collora 0,50; sig.a Mary C. Piccardi 1; sig.a Pauline Jordan 1; sig. Gus Wolf 1; sig. Gaetano Mozzi 1; sig. Battista Mozzi 1; sig. Frank Ballerini 2; sig.Josephine Wolf 1; sig. Cataldo Dinolfo 1; sig. Luise Rovegno 1; sig. Rose Basso 0,50; ….Kraus 50; sig.a Anna Bonardi 1; ….Isola 1; sig. J.A. Mc Carthy 1; Eleanor Allono 1; Maria Arrigoni 2; sig. Vincenzo Pasquale 0,50; Totale dollari 66.50.
E cos’, tra le offerte private e il sussidio concesso da S.E. Mons. Vescovo sull’avanzo d’amministrazione al Santuario in due volte si sono erogate sul costo della strada L. 8700.
Ma, come ognuno vede, è ancora ingente il debito che resta a colmarsi: e quanto più presto verrà appianato si parlerà non solo di restauri al santuario, ma di una nuova chiesa, proporzionata all’affluenza dei devoti e più degna della nostra cara Madonna del Penice.
Ed anzi chi spinse innanzi, quasi temerariamente l’esecuzione della strada rotabile fu anzitutto sollecitato dal sogno di un bel tempio nuovo, lassù quando è possibile trasportarvi i materiali da costruzione, dunque coraggio e generosità, o divoti Bobbiesi e Varzesi, e forestieri dilettanti del nostro bel Monte, residenti qui o in America. La protezione della SS.ma Vergine non vi farà rimpiangere le vostre offerte.

Una vecchia foto del Passo nel 1915

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1921/06/26 – La strada del Penice dal valico alla vetta

2nd febbraio 2010

Da La Trebbia del 26 Giugno 1921

Escursione degli studenti Pavesi al Penice
La nuova strada dal valico alla vetta

Anche quest’anno, e precisamente domenica 12 corr. per opera dell’egregio Prof. Ernesto Mancinelli, che è innamorato dei nostri monti, ebbe luogo l’escursione al Penice degli alunni delle Regie Scuole di Pavia e di Bobbio. Colla scolaresca e cogli insegnanti intervenne anche il R° Provveditore agli Studi di Pavia, Comm. Giorgio Rossi.

Veduta del passo, 1915

I gitanti delle diverse plaghe si incontrarono al valico e di là proseguendo unitamente raggiunsero la vetta. Il cielo, sgombro da nubi nella mattinata, permise di goder il grandioso spettacolo della corona delle Alpi.

Il servizio religioso fu prestato dal C.co Gaudenzio Bisetti, il quale durante la santa messa, prendendo occasione del racconto evangelico, che Gesù salito sulla nave di Pietro di là ammaestrava le turbe, parlò del primato religioso del Romano Pontefice, citando anche la famosa terzina del divino Poeta:
Avete il vecchio e il nuovo Testamento
E il Pastor della Chiesa che vi guida
Questo vi basti a vostro salvamento.

Due particolarità: Una ragazzetta stette digiuna sino a mezzodì per ricevere la S.S.Comunione. Uno studente

Veduta del passo, 1941

universitario d’ingegneria chiese se vi fossero sul Penice rarità artistiche od archeologiche, ed essendogli stato risposto non esservi di bello lassù altro che il panorama e la fede, egli soggiunse:«Quando c’è la fede c’è tutto».
I gitanti videro con sorpresa e con gioia la nuova strada che dal Ricovero al passo del Penice conduce al Santuario.
Non è ancora un anno dacché fu principiata ed eccola ora aperta in tutta la sua lunghezza (di 4 km), larga in media due metri e mezzo, e comodissima, perché sono rare e brevi le pendenze maggiori del 7 ed 8 %..
E c’è di più che, gentilmente fornite dal Prof. Galliani, direttore della Cattedra di Agricoltura, belle piante di pini e abeti furono già messe ai lati di buona parte della strada, ed hanno già attecchito.
La strada pertanto offre agevolezze alla salita sin da essere praticabile alle vetture, nonché a carretti e camions, con cui si trasporterà in vetta il materiale mancante per costruirvi un santuario più vasto e degno della viva e larga pietà dei divoti verso la cara Madonna del Penice.
E perché non dire ora possibile lassù la costruzione di un albergo per ospitare chi ha vaghezza o bisogno di vivere un poco in quell’aria purissima?
Non è forse così di tanti altri santuari? Inoltre si è riparata pure la scorciatoia che prendono i Varzesi dal Ricovero Piazza (per una spesa di circa 700 lire) ed essi certo se ne mostreranno lieti e generosi, perché quella che era ormai un fosso, ora è una strada larga due metri, e anch’essa con piantagione di pini.
E la spesa totale?

Veduta del passo, 1948

Si è aperto un debito non piccolo, che toccherà le dodici mila lire: ma S.E. Mons. Vescovo nostro, che approvò di buon grado l’opera bella, e il Can.Teol. Carlo Muzio, che ebbe da Lui l’incarico di sovrintendere l’esecuzione, fanno sicuro assegnamento su larghe offerte speciali . Difatti se ne sono avute già da Bobbio e Varzi, e ne giunsero pure di cospicue dall’America: le quali tutte verranno pubblicate in un prossimo della Trebbia e scritte poi in un albo d’onore da figurare nel Santuario stesso accanto al nome pure dei proprietari del terreno, ove passa la strada; i quali lo hanno concesso gratuitamente.
I turisti ebbero parole di alto meritato encomio per S.E.Rev.ma Mons. Pietro Calchi Novati nostro Vescovo, e pel C.co Teol. Carlo Muzio, che hanno ideato e in meno di un anno effettuato una così ardita e geniale impresa.

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1910/07/20 – Il ricreatorio maschile

2nd febbraio 2010

Da La Trebbia del 20 luglio 1910

Il ricreatorio maschile, che fino a ieri fu un voto ardente dei Vescovi bobbiesi, è oggi una realtà, mercé la instancabile sollecitudine di Monsignor Marelli, che, a costo di privarsi del suo giardino, fece sorgere un ampio e decoroso salone.

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1909/12/25 – Lavori edilizi in vescovado/2

2nd febbraio 2010

Da La Trebbia di Natale 1909

Il Vicolo Porticello è ormai rimestato ed, i fianchi laterali dell’Episcopio si raddrizzano e riadattano impazienti di raccogliere fra breve i nostri figliuoli, buoni in fondo, ma forse un po’ troppo abbandonati, e che nell’adesione alle provvisorie iniziative preparatorie dimostrano anch’essi un inconscio desiderio di migliore formazione religiosa e morale. Come lo sentono evidentemente le loro famiglie e soprattutto Mons. Vescovo.

Il vescovado

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1909/12/05 – Lavori edilizi in Vescovado

2nd febbraio 2010

Da La Trebbia del 5 dicembre 1909

Finalmente sorpassate le pratiche della burocrazia, Lunedì 28 Novembre si sono iniziate le demolizioni dei rustici addossati al Palazzo Vescovile in via Porticello, indigesto ingombro edilizio che faceva di detta via un vicolo oscuro, sudicio etc. Ne nacque il pensiero, tosto che S. Ecc. fu in sede e constatò il bisogno di un locale di proporzionata vastità per raccogliere la cara fanciullezza maschile di Bobbio nei festivi.

L’accordo seguito tra S.E. e l’onorevole Municipio determinò lo sgombro di via Porticello con un compenso di aree e di contribuzioni che sono testimonio della remissività generosa di Mons. Vescovo e della modernità di intenti del Municipio. Fatto è che oggi si demolisce e si sventra provvidenzialmente e domani, grazie alle iniziative dell’Autorità Ecclesiastica e Civile, avremo una via nuova, sfogata, decente e un ritrovo di educazione civile e morale per la nostra fanciullezza.
Torneremo altra volta sull’argomento.

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1910/01/30 – La visione di una cometa

2nd febbraio 2010

Da La Trebbia del 30 gennaio 1910

In direzione del Monte Teodolinda (Bosco del Comune) dalle 17,50 alle 18,15 è visibile anche ad occhio nudo la cometa di Halley di cui diedero comunicazione i diversi osservatori astronomici d’Europa.

Il nucleo è circa di un quarto di minuto. Vi sono indizi di coda in mezzo alla vivissima luce atmosferica.
Tra pochi giorni però quando la splendida cometa apparirà più alta in cielo, e la luce della luna sarà scemata, si potrà certamente assistere ad uno dei più belli spettacoli celesti.

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